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La Palestra 15 dicembre 2009
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Domanda
Ciao Daniele! Una curiosità... Non ho capito perchè non mi hai pubblicato questa battuta:
"Dramma in piazza Duomo a Milano: un uomo malato di mente ferisce un altro uomo malato di mente."
In tanti mesi non te l'ho mai chiesto per altre battute, perchè mi sembrava stupido. Però questa volta sono curioso di sapere il motivo, visto che tutti quelli che l'hanno sentita hanno riso di gusto!
Federico Graziani
Caro Federico, chi ti ha insegnato a ridere dei malati di mente?
Secondo motivo: ho scartato tutte le battute (centinaia) che anche solo larvatamente giustificavano la violenza. Ridere della violenza è sfottò fascistoide. Il post "Mentana a Elm Street" va imparato a memoria, prima di fare satira.
Fare satira implica la valutazione politica della situazione. Non è sport per cazzari. La battuta deve essere all'altezza del fatto commentato. Sempre.
La palestra serve anche a imparare questo.
Ciao D
Libertà di dissenso
Ciao Daniele,
l'analisi di Daniela, è molto lucida e puntuale; l'ho letta con molto interesse.
Penso che contestare il potere in un paese che si definisce civile e democratico sia un diritto che le istituzioni dovrebbero garantire e tutelare. Così non è stato Domenica sera, quando insieme a degli amici ho contestato a gran voce Berlusconi, urlandogli da vicino il palco, di farsi processare, di rispettare la costituzione e di rispettare gli organi di garanzia. Non appena è iniziata la nostra invettiva, il "Popolo della libertà" intorno a noi ha cominciato a prenderci a calci, a sputi, a strattonarci e a tirarci le bandiere in testa, trascinandoci a furia di spintoni fuori dalla piazza. Non un poliziotto è intervenuto in nostro soccorso. Non solo: Berlusconi (il liberale), dopo averci gridato di doverci vergognare, è rimasto circa una cinquantina di secondi in silenzio sul podio, aspettando che il suo pubblico inferocito ci espellesse dall'evento come fossimo dei virus. Non una sola parola per fermare il tafferuglio.
http://www.youtube.com/watch?v=ErADxcV-B8k
Le dichiarazioni di molti politici e le ricostruzioni che ho letto in seguito sui giornali sono aberranti: accostare il dissenso, espresso in maniera civile e pacifica, alla violenza è una strumentalizzazione infame.
Le accuse di Maroni, peraltro infondate, di attentato al premier si inseriscono in questa scia. Mentre la decisione di La Russa di voler bandire le contestazioni nelle manifestazioni politiche è l'ennesima dimostrazione di come questi governanti siano estranei alle regole della democrazia.
Tommaso Moscati
Strumentalizzare le emergenze per chiudere la bocca al dissenso è il giochetto classico della destra al potere. Per questo la protesta, giustissima, deve evitare di rispondere alle provocazioni del governo. Che sono continue e sulla pelle della gente. Calma e gesso.