La Palestra 14 dicembre 2009

Il potere politico della videocarne

Il potere politico della videocarne

Quello che è successo è terribile. Spiego subito perché, oltre al motivo principale della critica della violenza: Berlusconi ha guadagnato consenso.

Il primo livello del consenso consiste nella ratificazione materiale delle sue ossessioni, nella realizzazione vittoriosa del suo incubo (e della sua finzione) di essere perseguitato, del suo restituire un’immagine di sé martirizzata, esposta, eroica.

Ma c’è un altro livello oltre a quello che deriva dall’essere assurto finalmente a vittima in carne ed ossa di continui attacchi, ed è una cosa molto più importante del consenso volontario, e cioè l’eliminazione del dissenso.

Chiunque oggi si permetta di dire anche solo una parola in più rispetto all’espressione della solidarietà, entrando nel merito della sua storia, precedente all’attimo dell’aggressione (come Di Pietro e Rosy Bindi), è assimilato, simbolicamente e politicamente, a chi ha compiuto l’aggressione.

Da grande esperto della comunicazione iconografica, B, scioccato, sanguinante, barcollante dal dolore, ha mostrato la sua grande consapevolezza epica: ha avuto la lucidità di rialzarsi e uscire di nuovo tra la folla. Per vedere? No: per farsi vedere. Sapeva che la sua immagine sanguinante sarebbe stata in grado di trasmettere un messaggio mille volte più potente delle parole che aveva urlato poco prima sul palco, conscio che la sua faccia, il suo visus, finalmente vestito del tragico sul cui filo lui ha sempre camminato, apparteneva alla classe delle immagini potenti, quelle in cui il pathos è veicolato dallo spettacolo, al pari delle imamagini dell’esplosione delle torri gemelle e di tutte le figure in cui la bellezza tragica esonda dal corpo in rovina e allaga, indirizzandole, le percezioni di chiunque.
Icona Videodromica per eccellenza, il suo viso in serigrafia è già, poche ore dopo, entrato dentro la nostra percezione estetica e politica.

E qui veniamo alla seconda motivazione del terribile: il fatto che l’aggressore fosse uno psicolabile può essere inteso in un doppio, affilatissimo, senso. Si potrebbe dire (è questa la linea seguita da Capezzone e da altri esponenti del Pdl) che poiché quella persona era fragile è stata più sensibile di altre alla campagna d’odio messa in atto contro il premier dalla sinistra, dalla stampa, dai magistrati. Questo vuol dire che l’opposizione politica, il dissenso popolare e la legalità sono strumenti, ormai, eversivi, che agiscono esclusivamente nell’ottica di procurare il massimo danno a B, e non nel rispetto delle regole. E che è solo per l’incrollabile amore che lega le masse alla persona del Premier che episodi del genere non avvengono quotidianamente.

D’altra parte, il fatto che il gesto sia stato compiuto da un “folle”, da un malato, giustifica l’idea secondo la quale l’episodio parla di un caso isolatissimo, patogeno, anomico, di dissenso violento, dal quale ognuno di noi è costretto, dalla propria sensibilità e dal proprio senso etico, a dissociarsi.

Non a caso, B manda a dire dall’ospedale due cose: la prima è “non pensavo ci fosse tanto odio”, come se non ci fosse un dissenso “sano” nel paese contro la sua persona e il suo operato, perché se ci fosse ormai potrebbe manifestarsi solo nelle forme violente dell’aggressione fisica. Questo chiaramente lo rende intoccabile, incriticabile.

L’altra cosa che B manda a dire è: “sono miracolato”. Ecco l’altra violenza, quella linguistica, l’atro livello in cui si esprime il terribile del suo senso della politica: B riguadagna il terreno pericoloso della terminologia sacra, carismatica (l’unto dal Signore), magica, riassumendo in pochi minuti l’abito del martire, di colui che lotta contro tutto e tutti, invincibile, emissario diretto della volontà popolare attraverso la quale si esprime Dio.

La sua immagine potente agisce come una droga: non si può non guardarla e schierarsi. Restare intrappolati al primo livello – e cioè pietà contro sadismo, gruppi di Facebook pro o contro l’aggressore – è l’inganno a cui bisogna sfuggire, perché non permette di vedere la totalità della realtà del rischio politico a cui questo avvenimenti espone il paese.

Per fortuna, l’aggressione non ha leso l’occhio o, peggio, altri organi vitali. Per fortuna per l’ovvio motivo umano, ma anche per il motivo razionale che politicamente sarebbe stata l’apoteosi della videocrazia, il trionfo di un’ideologia mortifera della rappresentanza popolare: rabbrividisco pensando al grottesco di un premier con la benda nera, in piedi alla presidenza di un Consiglio ormai ridotto a puro organo di ratificazione della sua volontà, con l’opposizione azzerata, come si vuole fare in Iran, ma in più forte del potere del suo corpo invincibile, sempre più violento, incattivito, un Dottor Stranamore tragicomico che guida le sorti di un Paese spingendo un bottone con la mano guantata, un O’Blivion totale.

Daniela Ranieri

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Feedbacks

Daniela, ho letto la tua analisi, e mi colpisce come tu sia riuscita a rimanere lucida, e così splendidamente acuta, a poche ore da un fatto che ha sconvolto tutti e ha fatto sragionare molta gente (tra cui, forse, anche me). E' come se mi avessi detto "siediti un attimo e rifletti". Grazie di avermi fornito un importante punto di vista in un momento in cui ce n'era un gran bisogno. (Pierpaolo)

Brava, Daniela, sei una tipa sveglia. (archmajo)

Ovviamente tutte osservazioni e "dati di fatto" più che legittimi.
Mi ritrovo in pieno. (Antimo Chiariello)

Lo psicolabile amplificato
E se fosse solo malato? E' noto come le personalità borderline siano in grado di strumentalizzare chi gli sta intorno, con la spregiudicatezza irresistibile di chi pare monco di organi morali. Tutta la vicenda di Berlusconi pare potersi inserire in questo contesto maniacale. Persino la prontezza con cui il personaggio si avvantaggia della disavventura subita sembra più frutto di istinto che di calcolo (che sopravviene dopo). In questo senso, il suo stupore nel suscitare tanto odio, potrebbe essere genuina (ancorchè deformata). Il problema è l'amplificazione smisurata che queste sue modalità manipolatorie stanno avendo sul Paese. Applicare all'azione politica i metodi della psicoterapia? (piero lusso)

(Caro Piero, da qualche anno il prof. Cancrini, psichiatra, propone proprio questa lettura del fenomeno. Lo trovi sul web.)

Totalmente d'accordo. (Massimo Bitossi)

Mise-en-scène
Ciao Daniela, complimenti per l'ottima analisi degli effetti psico-sociali e di impatto mediatico di quanto accaduto al premier. Concordo pienamente. Anzì, gli eventi hanno un decorso talmente ricco di piccoli particolari emotivi di grande impatto, che mi riesce davvero difficile (a causa di una specie di naturale "immunità" sviluppata verso la disinformazione di regime ;) ) non pensare a una rappresentazione (pre)confezionata ad arte. Il momento era quello giusto. Gli elementi scenici pure. Grazie per la chiarezza di pensiero. (radu gabriel tanasescu)

perfetto. molto bello. (david gallerano)

Non avrei saputo spiegare e spiegarmi meglio ciò che ho provato nell'osservare quello che è successo... i miei umili ma sentiti complimenti, Daniela! (marquito)

Complimenti Daniela. Ma forse possiamo riassumere il tutto con "Berlusconi vuole acquisire il potere-Prrrrr." No? (Andrea Sesta)

A Luttazzi e ai

A Luttazzi e ai frequentatori della palestra: GRAZIE! Non ridevo così tanto (qualità e quantità) da mesi.