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La Palestra 15 novembre 2009
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Lezione di satira/2
Ciao Daniele, vista l'assenza di libri in merito (conto sulla tua intenzione di scriverne uno) ti posto le domande e i dubbi che di volta in volta mi vengono in mente. Oggi il mio riferimento è sul punto 6 della tua guida: se la battuta allude ad un fatto troppo specialistico non fa ridere. Bene, come stabilisco quel limite? Ricorro ancora a delle scene de I Simpson. SCENA 1: Homer è sul letto visibilmente annoiato con uno strano dispositivo tra le mani. Ad un tratto dichiara qualcosa del tipo: "Questa macchina a moto perpetuo mi ha stufato, non fa altro che accelerare." E qualche momento dopo durante un discorso con Lisa: "In questa casa obbediamo alle leggi della termodinamica." Ci sono tanti risvolti: l'atteggiamento del personaggio insensibile e sprezzante di fronte ad un problema che ha tormentato gli scienziati, la lucida e scientifica dichiarazione successiva che entra in collisione con la prima scena, ecc. Ora, quanti riescono a cogliere tutti i risvolti? O anche uno solo?
SCENA 2: Se quella di prima poteva essere comunque sensibilmente apprezzata, questa non so quanti l'abbiano colta. (Avevo annusato che poteva esserci qualcosa di strano ed effettivamente cercando su internet ho trovato conferma). Homer è intento nel progettare una nuova invenzione. Una scena che dura qualche secondo (non più di 3-4) mostra il personaggio scrivere sulla lavagna un'equazione: a sinistra dell'uguaglianza c'è la somma di due termini ciascuno elevato alla dodicesima; a destra dell'uguale un singolo termine elevato alla dodicesima. Al primo impatto sembra casuale. Se non fosse che circa un decennio fa un matematico abbia dimostrato che un equazione di quel tipo non ammetta soluzione. (l'ultimo teorema di Fermat che ha tormentato i matematici per secoli). Ma non finisce qui: svolgendo quell'equazione con la calcolatrice il risultato è esatto, cioè l'uguaglianza è valida. Ovviamente questo perchè il calcolatore offre un risultato basato su approssimazioni e quei termini dell'equazione sono volutamente numeri molto grandi in modo che le cifre "trascurate" dall'elaboratore portino poi all'errore. Ciliegina sulla torta: guardando con attenzione l'equazione si poteva scoprire senza il calcolo che l'uguaglianza era sbagliata: infatti il primo membro era dispari, quello a destra dell'uguale era pari. E' chiaro che non è una scena interpretabile da tutti. Anzi proprio da pochi. Conoscendone però la storia mi è sembrata geniale.
Ed allora: come faccio a capire quando supero il limite? A me pare che qui sia stato ampiamente oltrepassato.
Ciao e grazie per la pronta risposta alla mia precedente domanda.
Alessandro
Criterio assoluto: scrivi solo battute/gags che ti fanno ridere.
Detto questo, se a teatro fai solo battute sul teorema di Fermat, ottieni il silenzio assoluto, cui segue l'astio giustamente tributato dal pubblico al monologhista snob. Se è questo che vuoi, fai pure. Non sopravviverai al debutto.
Il trucco dei Simpson: questo genere di gag iperspecialistiche sono messe qua e là come battute da cogliere per i megafan. Il grosso del materiale è composto da gag divertenti, originali, ingegnose, ma comprensibili a tutti.
Ciao D