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DECAMERON è il monologo satirico che ha imposto a questo Paese disgraziato un nuovo standard inarrivabile di risate informate e di contenuti censurati. Login utenteLUTTAZZI SMASCHERATO! Messaggi recenti del blogNavigazionewww.danieleluttazzi.it |
Intervista a The Times
Qualche settimana fa (16 maggio ) mi ha telefonato una giornalista del Times, Lucy Bannerman, chiedendomi un'intervista. Dopo una chiacchierata le ho proposto di mandarmi domande scritte. Questo il testo che le ho inviato: Please explain how you were sued by Berlusconi and why? Berlusconi fece causa per diffamazione a me, a Travaglio, alla Rai e al direttore di Rai2 Carlo Freccero che con coraggio aveva mandato in onda l’intervista. Da me Berlusconi voleva 20 miliardi di lire. Quattro anni dopo quell’intervista, Marcello Dell’Utri è stato condannato in primo grado a nove anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. (Dell’Utri non è in carcere, però: è diventato senatore del partito di Berlusconi.) Nel 2005 ho vinto la causa e Berlusconi è stato condannato a pagare 100mila euro di spese legali. Insieme con Berlusconi, mi fecero causa anche Mediaset (5 miliardi di lire), Fininvest (5 miliardi di lire) e Forza Italia (11 miliardi di lire). Ho vinto tutti i processi. Quell’intervista non diffamava nessuno. Informava in modo corretto. What kind of effect did the lawsuits have on your career? To what extent did your example discourage other satirists/journalists/commentators from criticising Berlusconi? La satira, dai tempi di Aristofane, dà fastidio perché esprime un giudizio sui fatti, addossando responsabilità. I miei monologhi colpiscono Berlusconi ma anche la religione organizzata e l’opposizione inesistente del PD, inclusi gli scandali in cui sono coinvolti dirigenti di sinistra (il caso Unipol). Ecco perché anche l’opposizione qua si disinteressa alla libertà della satira in tv, che è libertà della democrazia. Neppure Rai3, i cui dirigenti sono di sinistra, mi ha mai chiesto di tornare in tv, in questi anni. Il potere, in Italia, è suddiviso fra clan di destra e di sinistra. Scandali recenti hanno mostrato come questi clan si mettono spesso d’accordo sulla gestione della cosa pubblica, a livello locale e a livello nazionale. Lo stesso tipo di accordo precede le nomine dei dirigenti Rai. Il risultato è che la democrazia sostanziale è corrotta. Michele Santoro, giornalista di sinistra, è tornato in Rai grazie a un giudice che lo ha reintegrato nel suo posto di lavoro (Santoro era dipendente Rai quando venne cancellato, io no), ma nel suo programma deve sempre ospitare qualche esponente di destra. Si dà per scontato cioè che Santoro debba essere controllato e contraddetto nella sua attività giornalistica perché sgradito a Berlusconi. Non è umiliante? Per contro, un giornalista berlusconiano, Clemente J. Mimun, quando diventò direttore del Tg1 Rai si segnalò per gravi frodi giornalistiche, tutte favorevoli a Berlusconi: fra l’altro, tolse il sonoro a Berlusconi che dava del kapò all’europarlamentare Shultz, non diede la notizia di Berlusconi che aveva definito l’assassinio di D’Antona “un regolamento di conti a sinistra”, e nel 2004 aggiunse al montaggio un pubblico di delegati ONU plaudente a Berlusconi che in realtà parlava all’ONU in una sala semivuota. Il pubblico di delegati applaudiva Kofi Annan. Era un altro filmato! Un falso clamoroso! Questo nel Tg principale della tv italiana. Mimun veniva da Mediaset e lì è tornato. La Rai attuale è piena di dirigenti che vengono da Mediaset, vere quinte colonne. Un anno fa, le intercettazioni telefoniche hanno mostrato come questi dirigenti si fossero accordati con quelli di Mediaset per una programmazione che favorisse Berlusconi in occasione dei funerali di Woytila e delle concomitanti elezioni. Il governo Berlusconi nel frattempo ha proposto una legge che proibisce la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche! Se questa legge fosse stata fatta dieci anni fa, nessuno conoscerebbe gli scandali politici, economici e sportivi più gravi della storia italiana recente. What parallels do you see between press control in the 1920s/1940s and control of the media in the Berlusconi era? L’altra minaccia è legata all’enorme conflitto di interessi di Berlusconi. Ha aziende tv e imprese di assicurazione e di distribuzione pubblicitaria e cinematografica. Questo inquina la libertà del mercato. Un’inchiesta recente ha dimostrato che, da quando è al governo Berlusconi, molte aziende hanno tolto pubblicità dalle reti Rai per spostarle su quelle Mediaset di Berlusconi. Berlusconi inoltre controlla la politica economica e i servizi segreti. La sua influenza si estende su OGNI settore della vita italiana. E’ un potere di ricatto enorme. Uno dei pochi giornali di opposizione vera, il manifesto, sempre documentatissimo e corretto, stenta a sopravvivere perché le aziende italiane non comprano spazi pubblicitari. Ecco un altro tipo di strozzatura. Non stupisce allora che i passi della quasi totalità della stampa e della tv italiana siano felpati. Il caso recente di Veronica Lario e Noemi ha dimostrato una volta per tutte l’esistenza di una sorta di Agenzia Stefani contemporanea, prontissima a ubbidire alle esigenze del Capo e a massacrare la vittima di turno (sua moglie, in questo caso). Fra giornalisti e testate, la lista dell’inquinamento berlusconiano è lunga. Let's focus on the case of Noemi Letizia. How has Berlusconi used his ownership and influence of the national press to protect himself from any political damage? In questi 15 anni berlusconiani, pochi in Italia (giornalisti, autori satirici) gli hanno chiesto conto delle centinaia di promesse false e mai mantenute. Chi lo farebbe non ha accesso. Chi decide sull’accesso? Dirigenti tv di nomina politica. Di chi è la maggioranza politica che fa il bello e il cattivo tempo praticamente indisturbata? Di Berlusconi, un imprenditore che, in base a una legge del 1957, non poteva neppure candidarsi alle elezioni, in quanto titolare di concessioni pubbliche. La legge prevedeva e cercava di impedire il conflitto di interessi. Che adesso c’è ed è enorme. Il danno venne fatto allora, permettendo a Berlusconi di candidarsi. Tutto il resto, Burlesquoni compreso, è solo una conseguenza di quella illegalità iniziale. Perché gli venne permesso di farlo? Non lo so, ma ne vedo gli effetti: un Paese in cui vige un “fascismo lite” che non mi piace per niente, con al governo partiti xenofobi e razzisti. Un’altra mossa, non meno importante, è stata quella del portavoce di Berlusconi, il senatore Paolo Bonaiuti, che ha subito convocato per una riunione i direttori dei periodici cattolici che avevano criticato Berlusconi. Il voto cattolico è importante per Berlusconi e ai cattolici importano le leggi berlusconiane in difesa della scuola privata cattolica e dei privilegi economici tipo l’esenzione della tassa ICI per gli immobili del clero cattolico in cui si svolgano attività commerciali o la truffa vera e propria dell’8 per mille. Il giorno dopo, grande risalto al fatto che, grazie al divorzio da Veronica Lario, Berlusconi potrà essere riammesso al sacramento della comunione durante la messa! When news first broke of his divorce and Lario's allegations regarding "minorenni", international observers speculated that the story might destroy il Cavaliere. But In fact, he remains as popular as ever. Why? What are the implications of the Berlusconi regime on the long-term future of italian democracy? You won your case in court. What kind of reaction did you get? Do you hope to return to tv? Under which circumstance, do you believe satire can return to italian popular culture? ----------- Ecco cos'è diventata sul Times quell'intervista: The Times L’attore Daniele Luttazzi accusa Silvio Berlusconi di censurare i mezzi di informazione Daniele Luttazzi rivendica più forte che mai il suo ruolo di paladino contro la “censura invisibile” voluta da Silvio Berlusconi. Nel suo ruolo di presentatore televisivo e attore comico osò criticare il Primo Ministro Italiano nel suo spettacolo notturno otto anni fa, per cui fu citato in giudizio e oscurato mediaticamente. Nella sua prima intervista ad un giornale Britannico, Luttazzi ha accusato il miliardario 72enne di aver orchestrato una campagna di tacitazione in grado di evitare che giornalisti e attori satirici portino anche il minimo cenno di dissenso in televisione. “Io lo chiamo fascismo Lite,” ha detto al Times Luttazzi, 48. L’attore è stato citato in giudizio per €20 milioni – una causa da Berlusconi e tre altre da sue società- dopo essere stato accusato di diffamazione durante un’intervista televisiva nel 2001. Dopo aver atteso per quattro anni che la causa seguisse il suo percorso nei tribunali, Luttazzi ha vinto e a Berlusconi sono stati addebitati i costi del processo. Come egli dice, praticamente è disoccupato in un paese in cui la maggior parte dei mezzi di informazione è posseduta dal potente soggetto preso di mira dal suo sarcasmo. “Ho vinto” ha detto Mr Luttazzi. “Ma il danno era stato fatto.” In un paese in cui vi sono molti talkshow a sfondo politico in prima serata televisiva, Mr Luttazzi era sorprendente per il suo stile deliberatamente provocatorio. Egli si è guadagnato una solida reputazione per le sue battute di cattivo gusto e la sua propensione ad infrangere tabù religiosi, sessuali e politici che i suoi rivali più convenzionali non avrebbero osato toccare. Mr Luttazzi afferma che la continua elusione da parte di Berlusconi delle domande riguardanti la sua relazione con Noemi Letizia sia il culmine di anni di restrizioni striscianti alla libertà di stampa. “Berlusconi ora è come Superman, ma non c’è la kryptonite,” ha affermato. “Il danno è stato fatto e la democrazia è stata corrotta. Non viviamo più in un paese libero.” Egli pensa che il terribile periodo seguente la sua fatale intervista del 2001 ad un giornalista di cronaca giudiziaria, Marco Travaglio, sia stato un segno di avvertimento delle cose che poi sarebbero successe con il regime di Berlusconi. Il presentatore ha invitato Travaglio la suo talk show sul canale di stato RaiDue, durante la campagna elettorale, per discutere del suo nuovo libro, che esaminava la genesi dell’impero dei media berlusconiano. Durante la trasmissione discussero delle presunte connessioni mafiose di Marcello Dell'Utri, il politico siciliano braccio destro di Berlusconi e co-fondatore del suo partito politico, Forza Italia. Lo show fu cancellato, ma i produttori affermarono che la decisione venne presa in totale autonomia. Berlusconi lo citò in giudizio a titolo personale. Vi furono inoltre altre tre cause intentate: una da €2.5 milioni dalla Fininvest, la holding finanziaria di Berlusconi, una da €2.5 milioni da Mediaset, il canale televisivo commerciale fondato da Berlusconi e di cui rimane il maggior azionista ed un’altra causa da oltre €5 milioni da parte di Forza Italia. Tre mesi più tardi Berlusconi trionfò alle elezioni, ricevendo il suo secondo incarico non consecutivo come Primo Ministro. “Si immagini Gordon Brown che cita in giudizio Paul Merton perchè non gli piaceva quello che aveva detto in Have I Got News for You!. Il problema è il sistema politico. Si infrangono due diritti, la mia libertà di espressione personale e la libertà del pubblico che sceglie di seguirmi”. “Questa è censura ed è inaccettabile.” Il presentatore nota che Dell'Utri dopo di allora è stato condannato per evasione fiscale, falso in bilancio e, in primo grado, per collusione con la mafia siciliana. È stato condannato ad oltre dieci anni di carcere, ma non ha mai messo piede in prigione. Mr Luttazzi non può celare la sua rabbia. “Per me l’editto Bulgaro è ancora in vigore.” Egli si riferisce alla scellerata frase del Primo Ministro, durante la sua visita in Bulgaria nel 2002. Riferendosi a Luttazzi e ad altri due giornalisti televisivi italiani, Enzo Biagi e Michele Santoro, Berlusconi disse: “L’uso che (essi) hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è criminale. Credo sia dovere della nuova direzione [della televisione di stato, Rai] evitare che ciò avvenga di nuovo.” Tutti e tre i loro programmi furono cancellati, sebbene le comunicazioni ufficiali dell’azienda esclusero che ci fosse qualsiasi collegamento con le dichiarazioni di Berlusconi. Ma non furono i soli. Nel 2003 l’attrice Sabina Guzzanti si vide cancellare il suo show satirico, RaiOt, dopo la prima puntata, a causa di una citazione in giudizio per diffamazione da parte di Mediaset. All’incirca nello stesso periodo in cui Luttazzi realizzò la sua famosa intervista televisiva, Berlusconi fece causa al giornale The Economist per il suo editoriale datato Aprile 2001, il cui titolo recitava“Perché Silvio Berlusconi è inadatto a condurre l’Italia”. Perse la causa. Lo scorso anno un tribunale di Milano ha rigettato la citazione. Mr Luttazzi, che ora lavora in teatri marginali, dice: “E’ stato difficile per me.” Non esiste più alcun programma satirico alla televisione Italiana. Egli equipara i livelli di libertà di stampa in Italia con il periodo fascista. “Oggigiorno non uccidono più gli avversari, ma li costringono all’esilio mediatico.” Un collaboratore di Berlusconi si è rifiutato di commentare le accuse di censura. Egli ha dichiarato al Times: “Basta leggere i giornali, per accorgersi che ognuno è libero di criticare chi vuole.” -------------- Daniele Luttazzi has a stronger claim than most as posterboy for Silvio Berlusconi's “censorship by stealth”. As a television presenter and comic actor who dared to criticise the Italian Prime Minister on his late-night show eight years ago he has been sued and cast out in to the broadcasting cold. In his first interview with a British newspaper Mr Luttazzi has accused the 72-year-old billionaire of orchestrating a top-down campaign to prevent journalists and comedians from voicing even the slightest degree of dissent on television. “I call it Fascism Lite,” Mr Luttazzi, 48, told The Times. The comedian was sued for €20 million (£18 million) - one action by Mr Berlusconi, and three by his business empire - after being accused of defamation during an television interview in 2001. After waiting four years for the case to crawl through the courts Mr Luttazzi won. Mr Berlusconi was ordered to pay his costs. He says that he still remains practically unemployable in a country where the majority of the mainstream media is owned by the powerful subject of his gibes. “I won,” said Mr Luttazzi. “But the damage was done.” In a country with many political talkshows on prime time television, Mr Luttazzi was unusual for his deliberately provocative style. He earned a reputation for bad-taste comedy and his eagerness to take on religious, sexual, and political taboos that his mainstream rivals would not touch. Mr Luttazzi claims that Mr Berlusconi's continuing evasion of the questions about his relationship with Noemi Letizia is the culmination of years of creeping restrictions on press freedom. “Berlusconi is now like Superman but there's no kryptonite,” he said. “The damage has been done and democracy has been corrupted. We are no longer a fully free country.” He believes the ugly aftermath of his fateful 2001 interview with an investigative journalist, Marco Travaglio, was a warning sign of things to come from the Berlusconi regime. The presenter had invited Mr Travaglio on to his talk show on the state-controlled channel, RaiDue, during the election campaigns to discuss his new book, which examined the birth of Berlusconi's media empire. During the broadcast they discussed alleged Mafia connections of Marcello Dell'Utri, the Sicilian politician who was Mr Berlusconi's right-hand man, and founder of his political party, Forza Italia. The show was cancelled although the producers said that the decision was made independently. Mr Berlusconi sued him personally. He was also dealt three other lawsuits: €2.5 million lawsuit from Fininvest, Mr Berlusconi's financial holding company; a €2.5 million lawsuit from Mediaset, the commercial television channel founded by Mr Berlusconi and of which he remains the largest shareholder; and another lawsuit for more than €5 million by Forza Italia. Three months later Mr Berlusconi went on to triumph in the elections, winning his second non-consecutive term as Prime Minister. “Imagine Gordon Brown suing Paul Merton because he didn't like what he was saying on Have I Got News for You!. The problem is the political system. It impinges on two freedoms, my personal freedom to express myself, and that of the public to listen to me. “That is censorship and it is unaccceptable.” The presenter notes that Dell'Utri has since been found guilty of tax fraud, false accounting and, pending appeal, complicity in conspiracy with the Sicilian Mafia. He has been sentenced to more than ten years in jail but has never served time in prison. Mr Luttazzi cannot conceal his anger. “For me the Bulgarian edict' is still going strong.” He is referring to the Prime Minister's infamous remark during a state visit to Bulgaria in 2002. Singling out Mr Luttazzi, and two other Italian broadcasters, Enzo Biagi and Michele Santoro, Mr Berlusconi said: “The use [they] have made of public television, paid with everyone's money, is criminal. I believe that it is a duty of the new management [of state broadcaster, Rai] to prevent this from happening again.” All three had their shows cancelled, although officials denied that there was any connection to Mr Berlusconi's remarks. They are not alone. In 2003 comedian Sabina Guzzanti had her satirical television show, RaiOt, cancelled after one episode after a defamation lawsuit from Mediaset. About the same time as Mr Luttazzi's television interview Mr Berlusconi sued The Economist for its cover story in April 2001, with the headline “Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy”. He lost. Last year a Milan court threw out the claim. Mr Luttazzi, who works in fringe theatre, said: “It has been difficult for me.” There is no longer a single satirical programme on Italian TV. He compares the levels of press freedom in Italy to the Fascist period. “They might not kill you these days but they send you into media exile.” A Berlusconi aide declined to comment on allegations of censorship. He told The Times: “It is enough to look at the newspapers to see that there is freedom to criticise everybody.”
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Berlusconi Nobel per la pace ???
Può un premier che negli anni scorsi (2003 in avanti) ha appoggiato la guerra criminale in Iraq poter ambire al Premio Nobel per la Pace? Secondo me, no.
Ma secondo questo sito:
http://silvioperilnobel.sitonline.it/
non solo è possibile che Silvio Berlusconi diventi Premio Nobel per la Pace, ma è addirittra auspicabile. Io rabbrividisco. Senza considerare le ragioni che adducono questi signori per promuovere la candidatura del Cavaliere. Sentite qua:
"Silvio Berlusconi ha rinsaldato il legame con gli Stati Uniti, ha mediato nella crisi in Georgia dell’agosto 2008, e tra USA e Libia, ha svolto, inoltre, un ruolo riconosciuto e autorevole per giungere a una pace duratura tra Israele e Palestinesi, ha ricreato tra Stati Uniti e Federazione Russa lo stesso clima di dialogo e di amicizia che era sfociato nel vertice di Pratica di Mare del 2003, e che pose definitivamente fine alla Guerra Fredda."
Non ho mai letto tanta ipocrisia in così poche frasi!
Io credo che questa iniziativa vada bloccata sul nascere. Non possiamo pensare che anche un'altra "istituzione" come il Nobel possa essere infangata dal signore di Arcore.
Infangata? Hanno dato il Nobel per la pace anche a Henry Kissinger!
Intervista di Frattini a Newsweek
Il nostro Ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha rilasciato l'altro giorno una mitica intervista al settimanale americano Newsweek - trovate alcuni brani nel loro sito - che si conclude con queste testuali parole, a proposito delle vicende boccacesche di Silvio Berlusconi.
Newsweek: Berlusconi is facing pressure to explain his relationship with the underwear model Noemi Letizia. Is this Italy’s Clinton Moment?
Frattini: Berlusconi has nothing to do with the scandalous stories with this young girl.
NW: In other words, it’s not true?
FF: It’s absolutely not true. Here we are preparing a trial without allegations.
NW: Have you asked the prime minister personally?
FF: I did. He said it was absolutely not true. And he promised on the head of his five children. Frankly, I cannot believe it could be true.
NW: But it would have been a crime if she were under 18.
FF: Absolutely not. In Italy it is a crime under the age of 14. Between 14 and 18 is absolutely legal.
Forza,vecchi satiri: abbiamo finalmente il via libera del governo!! ;-)))))
NW: But it would have been a
NW: But it would have been a crime if she were under 18.
FF: Absolutely not. In Italy it is a crime under the age of 14. Between 14 and 18 is absolutely legal.
molto supperficiale come risposta "absolutely legal" , da Wikipedia:
L'età del consenso in Italia
In Italia tale età è fissata a 14 anni, ma può salire o scendere a seconda dei casi. Infatti sale a 16 anni se uno dei due partner ha qualche forma di autorità o convivenza sul/la partner più giovane, ad esempio nel caso di insegnanti, catechisti, educatori, fratelli e/o sorelle maggiori, assistenti sociali, medici curanti, e pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni (quindi già siamo a 16 e non 14 ndr) ; sale ulteriormente a 18 anni se il fatto è commesso da un genitore (anche adottivo), da un ascendente, da un convivente di questi ultimi, o dal tutore. Invece, scende a 13 anni nel caso in cui i partner siano entrambi minorenni...
poi:
9/1998 è stata recentemente aggiornata dalla legge n. 38 del 2 marzo 2006 (38/2006) (Governo Berlusconi ndr)
* modifica dell'art. 600 bis del codice penale (prostituzione minorile): viene punito chi compie atti sessuali, in cambio di denaro o di altra utilità, con minori di età compresa tra i 14 e i 17 anni (precedentemente l’età era compresa tra i 14 e i 16 anni)
quindi si sale a 17 anni nel caso ci fosse una qualche transazione economica (regali , coiller) o le opportunità lavorative (tipo a Mediaset, meteorina) Io direi che ci sono gli estremi per avviare un'indagine.
Il re è nudo
Mi soffermo oggi su questa intervista e al di la di prevedibili pensieri, parole, opere e omissioni c'è un dettaglio che mi ha colpito in modo particolare: the 72-year-old billionaire, il miliardario 72enne.
Mi sono sentito come se mi fosse scoppiata una bolla di sapone attorno alla testa.
Non ricordo che un giornalista italiano abbia mai parlato di Silvio Berlusconi con simili appellativi, gli unici epiteti di cui ho memoria sono ossequiosi quanto misticheggianti riferimenti alla sua autorevole figura, "Presidente del Consiglio", "Cavaliere", "Primo Ministro", "Capo del Governo", o "Premier" che fa molto moderno. Nulla che ricordi in modo tangibile che in fin dei conti questo ometto è fatto di carne ed ossa e che la sua merda puzza come quella di tutti gli altri.
Forse sto facendo un uso criminoso della mia memoria faziosa e selettiva, ma mi andava di condividere con voi questa osservazione.
Il re è nudo ! !
Freniamo un attimo.
Caro Daniele,
avrei voluto scriverti tra un po' di giorni ma... non esistono le coincidenze, no? Mi connetto un attimo, e subito vedo quest'articolo. Stessa rivista, stesso giorno della tua intervista: http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6297084.ece
Tutto questo mi sta facendo riflettere più che alla cosa in sé (senza negare i suoi risvolti grotteschi) al dibattito che è venuto a crearsi.
Stiamo leggendo (es. Repubblica, http://temi.repubblica.it/repubblicaspeciale-dieci-domande-a-berlusconi/) articoli, forum e blog riprendere e portare avanti questo tema delle 10 domande da porre a Berlusconi, pretendendo che lui risponda in maniera univoca, magari; o pretendendo che per una volta non menta, o che non lo faccia spudoratamente come al solito.
Non pensi che però sia "troppo facile" battere QUESTO ferro perché, apparentemente, caldissimo? Quel che voglio dire, è che non mi pare di aver visto tanta (lo ribadisco, sacrosanta se non doverosa) insistenza nel ricevere risposte da parte di quotidiani, da parte di esponenti dei partiti, etc. quando ad esempio Travaglio pose la domanda riguardo il dove/da chi Berlusconi prese i suoi soldi. O anche riguardo le stesse domande che più volte anche tu hai posto nei tuoi libri: se ben ricordo, non le ho viste rilanciate da queste stesse piattaforme con la stessa sete di risposte che vedo ora. Sarà solo una mia impressione, ma parmi che sapere se un presidente del Consiglio frequenta minorenni sembra quasi più "importante" del ricevere risposte sulle sue (accertate, tra l'altro!) frequentazioni mafiose. Sicuramente, è un tema più abbordabile.
E che ben si presta ad essere seguito da molti, sotto la guida dei media che si son fatti portavoce della causa. O no?
Antonio Corraine
A dire la verità, in questi anni giornali come Repubblica manifesto Unità hanno più volte posto a Berlusconi le domande sulle questioni grosse e sovente nella stessa forma (liste di questioni misteriose/irrisolte/personali su cui un primo ministro, in una democrazia, ha L'OBBLIGO, non solo morale, di rispondere al Paese). Se invece si considerano il resto della stampa e il giornalismo tv, hai tutte le ragioni del mondo.
il silenzio degli onesti
Accettando l'intervista al times, conoscendone il proprietario, come all'epoca della proposta tv sky, immaginavi già a cosa saresti andato incontro.
Aldilà della semplificazione che la giornalista fa delle tue risposte facendo di Berlusconi il solo colpevole di questa corrotta italia,molte sono le omissioni che fa.
La chiesa cattolica e le leggi berlusconiane in difesa dei loro privilegi.Ancora la religione e il suo peso esercitato all'epoca della chiusura di decameron a La7.
l'opposizione inesistente , anzi più volte d'accordo sulla gestione della cosa pubblica.
la rai con i dirigenti mediaset che favoriscono( esempio morte di woytila)la programmazione della tv del biscione.
Direttori di reti( rai tre) o di giornali( libero e corriere della sera)che tacciono sulle false promesse del premier e si adoperano per demolire "i guastafeste".
L'analisi della satira e del perchè dia fastidio.
come il fatto che non sia mai andata via dall'Italia.
( l'esempio della palestra lo dimostra)
il compromesso di santoro in tv.
il coraggio de il manifesto e la strozzatura di giornali come questo attraverso le mancate inserzioni pubblicitarie.
l'ottimismo di fondo che a fine intervista infonde un po' di speranza.
murdoch non ha digerito lo smacco dell'aumento dell'iva al 20% per sky.
di fatto l'articolo è incetrato su Berlusconi.
le colpe sono invece anche di quegli onesti il cui silenzio come dice saviano, favorisce i disonesti come Berlusconi, ma direi anche come Murdoch.
l'agenzia stefani è un modello che questa stampa interpreta bene.
ottima mossa!
ps: davvero il tempo è dalla nostra parte?
Sì.
Non indignato, un po' sorpreso, tutto qui!
Ciao Daniele...
Peccato si parli di te solo all'estero e, anche là, si sia così a corto d'inchiostro da dover tagliare interi interventi e risposte (scelte casualmente immagino).
Condivido quanto detto da Il Direttore, seppur con meno enfasi e rabbia: stupore, ecco cosa mi prende. Stupore nel porre domande che poi vengono "alleggerite", che sia dalla giornalista stessa o dall'editore. Stupore nel voler rispondere (in nome di una sorta di par condicio) ai tuoi fatti con le opinioni di Berlusconi.
I fatti sono fatti e non sono opinabili: la moglie ha detto che lui è malato. Dell'Utri è stato condannato e poi è diventato senatore. Berlusconi ha perso le cause intentate nei tuoi confronti (anche le sue aziende, visto che in quell'occasione erano soggetti diversi).
Che "basti leggere i giornali per vedere che c'è libertà di critica" è un'opinione, per quanto io non sia un giornalista e non ne capisca granché di giornalismo.
O sbaglio?
Non ho visto l'intervista come un esempio di censura lite (per rubarti il termine) d'oltremanica, ma come un cattivo esempio di giornalismo.
Quello che si è visto è come anche in Inghilterra i fatti di taluni, contino molto meno delle opinioni di talaltri.
Sono l'unico?
L for Luttazzi..O meglio L for Liberiamo l'informazione per risvegliare dall' ipnosi tutti questi penosi italiani. Ma come oramai? Il lavaggio cerebrale di troppi è potentissimo,inespugnabile. Fin troppo eroi si sono arresi, sei rimasto un pò solo. Ho paura. Parliamone pure nei nostri cantucci, ma sembra che là fuori l'epidemia è incontrollabile...non c'è posto per noi, se non aldilà di questo stivale, forse. Ciao mamma, vado a cercare un posto largo, in cui mi posso sdraiare su un erba soffice, ma soprattutto vera. E mentre sono sdraiato ti penserò. Addio.
O è solo un film..o un incubo da cui mi voglio svegliare.(Nicola Fatighenti)
E dargliela vinta? Bisogna vendere cara la pelle, caro Nicola. (Mentre scrivevo questa risposta, l'ipod shuffle ha fatto partire da sè "Dança da solidao" di Marisa Monte, una delle più belle canzoni mai scritte. Le coincidenze non esistono, Jung la sapeva lunga.)
"there is freedom to criticise everybody.”
Si certo, e io sono babbo natale... in italia la critica è spesso scambiata per insulto, quando non hanno proprio nulla a che vedere l'una con l'altro. Tuttavia persone che insultano pesantemente, e parliamo di parlamentari, non hanno problemi, e possono tranquillamente dire quello che vogliono. é un paese alla rovescia, dove la pena per un reato è inversamente proporzionale al potere che si detiene... e hanno il coraggio di dire che la legge è uguale per tutti.
botta e risposta
Daniele Luttazzi ha vinto le cause.
Berlusconi:"Magistratura eversiva."..."Fare i giudici è da disturbati mentali"..."I giornalisti sono invidiosi:vorrebbero essere me".(aggiungerei,magari con una cinquantina di anni in meno)
Lucy Bennerman prossima al Tg1 ???
Seppure mi sforzi ad interpretare l'interessamento d'oltremanica nei tuoi confronti come un fatto comunque positivo, credo fermamente che sia insopportabile che abbiano stravolto il senso del tuo ragionamento incentrato sul rapporto tra comicità e satira, piuttosto che sul maccartismo pubblicitario verso i giornali "liberi" e la conseguente scelta dal vertice di chi ha diritto ad esprimersi e chi no.
La giornalista ha inventato di sana pianta la tua ipotetica frase di Superman e la criptonite (vabbè, passiamola come licenza giornalistica!!). Ha omesso che Dell'Utri dopo la condanna è stato addirittura eletto senatore di FI. Ha ridotto a mezzo rigo il discorso sul paragone tra il ventennio e l'era berlusconiana. E non ti ha concesso neppure l'accostamento tra Biagi e Walter Cronkite!!
Per non parlare poi del fatto che, dopo un'attenta lettura delle tue risposte, la giornalista british deduca che nei "teatrini" ci lavori e basta. A tale Lucy Bannerman dico solo una cosa: Daniele Luttazzi quei teatri li smonta da capo a piedi. Li sventra a forza di orgasmi satirici. Altro che "Mr Luttazzi, who works in fringe theatre...". Mr Luttazzi è censurato, non uno sfigato! Certe cose bisogna sottolinearle.
E pensare che le risposte successivamente "inquinate" erano date a domande poste su sua totale iniziativa!
Ebbene si, oltre alla Mafia abbiamo esportato anche una sana dose di paraculaggine meschina mista a servilismo. La prova? Sta tutta nell'ultima frase dell'articolo in cui la replica berlusconiana rimette tutte le cose al loro posto: "Luttazzi? Un poveretto! Non vede quante me ne dicono sulle mie stesse tv perchè sono basso, ladro e porco?". Per la serie, la volpe Lucy Bannerman al tg1 e Belpietro allenatore del Milan.
Comunque una cosa è certa: io stravedo per te! ;)
La battuta "Superman senza la kryptonite" gliel'ho detta nel colloquio prima dell'intervista scritta e lei non se l'è lasciata sfuggire. A differenza di tante altre cosine che il capo-redattore si è mangiato, con ruttino finale.
p.s.: The Times è di Murdoch. Visto che fine ha fatto il mio aneddoto su Sky Italia? Puf! E' quello che volevo dimostrare accettando l'intervista. Facile accusare la censura berlusconiana. L'impero di Murdoch (propagandista nel mondo, coi suoi media, della guerra criminale di Bush in Irak, mentre in Cina è in affari con la dittatura comunista) è forse diverso?
Intervista al Times
ehi, mi metti l'originale in inglese? e chi non lo conosce??? ho dovuto tradurmelo tutto in italiano per leggerlo! un lavoraccio!
Se può servire a qualcuno, lo incollo qui sotto, se non serve, è stato bello lo stesso. Adesso torno nel campo.
Emilio Mazzon
Grazie, caro Emilio. Ottimo lavoro. Ciao.
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L’attore Daniele Luttazzi accusa Silvio Berlusconi di censurare i mezzi di informazione
Lucy Bannerman
traduzione di Emilio Mazzon
Daniele Luttazzi rivendica più forte che mai il suo ruolo di paladino contro la “censura invisibile” voluta da Silvio Berlusconi. Nel suo ruolo di presentatore televisivo e attore comico osò criticare il Primo Ministro Italiano nel suo spettacolo notturno otto anni fa, per cui fu citato in giudizio e oscurato mediaticamente.
Nella sua prima intervista ad un giornale Britannico, Luttazzi ha accusato il miliardario 72enne di aver orchestrato una campagna di tacitazione in grado di evitare che giornalisti e attori satirici portino anche il minimo cenno di dissenso in televisione. “Io lo chiamo fascismo Lite,” ha detto al Times Luttazzi, 48.
L’attore è stato citato in giudizio per €20 milioni – una causa da Berlusconi e tre altre da sue società- dopo essere stato accusato di diffamazione durante un’intervista televisiva nel 2001. Dopo aver atteso per quattro anni che la causa seguisse il suo percorso nei tribunali, Luttazzi ha vinto e a Berlusconi sono stati addebitati i costi del processo.
Come egli dice, praticamente è disoccupato in un paese in cui la maggior parte dei mezzi di informazione è posseduta dal potente soggetto preso di mira dal suo sarcasmo. “Ho vinto” ha detto Mr Luttazzi. “Ma il danno era stato fatto.”
In un paese in cui vi sono molti talkshow a sfondo politico in prima serata televisiva, Mr Luttazzi era sorprendente per il suo stile deliberatamente provocatorio. Egli si è guadagnato una solida reputazione per le sue battute DI CATTIVO GUSTO(!) e la sua propensione ad infrangere tabù religiosi, sessuali e politici che i suoi rivali più convenzionali non avrebbero osato toccare.
Mr Luttazzi afferma che la continua elusione da parte di Berlusconi delle domande riguardanti la sua relazione con Noemi Letizia sia il culmine di anni di restrizioni striscianti alla libertà di stampa.
“Berlusconi ora è come Superman, ma non c’è la kryptonite,” ha affermato. “Il danno è stato fatto e la democrazia è stata corrotta. Non viviamo più in un paese libero.” Egli pensa che il terribile periodo seguente la sua fatale intervista del 2001 ad un giornalista di cronaca giudiziaria, Marco Travaglio, sia stato un segno di avvertimento delle cose che poi sarebbero successe con il regime di Berlusconi.
Il presentatore ha invitato Travaglio la suo talk show sul canale di stato RaiDue, durante la campagna elettorale, per discutere del suo nuovo libro, che esaminava la genesi dell’impero dei media berlusconiano. Durante la trasmissione discussero delle presunte connessioni mafiose di Marcello Dell'Utri, il politico siciliano braccio destro di Berlusconi e co-fondatore del suo partito politico, Forza Italia.
Lo show fu cancellato, ma i produttori affermarono che la decisione venne presa in totale autonomia. Berlusconi lo citò in giudizio a titolo personale. Vi furono inoltre altre tre cause intentate: una da €2.5 milioni dalla Fininvest, la holding finanziaria di Berlusconi, una da €2.5 milioni da Mediaset, il canale televisivo commerciale fondato da Berlusconi e di cui rimane il maggior azionista ed un’altra causa da oltre €5 milioni da parte di Forza Italia.
Tre mesi più tardi Berlusconi trionfò alle elezioni, ricevendo il suo secondo incarico non consecutivo come Primo Ministro. “Si immagini Gordon Brown che cita in giudizio Paul Merton perchè non gli piaceva quello che aveva detto in Have I Got News for You!. Il problema è il sistema politico. Si infrangono due diritti, la mia libertà di espressione personale e la libertà del pubblico che sceglie di seguirmi”.
“Questa è censura ed è inaccettabile.”
Il presentatore nota che Dell'Utri dopo di allora è stato condannato per evasione fiscale, falso in bilancio e, in primo grado, per collusione con la mafia siciliana.
È stato condannato ad oltre dieci anni di carcere, ma non ha mai messo piede in prigione.
Mr Luttazzi non può celare la sua rabbia. “Per me l’editto Bulgaro è ancora in vigore.” Egli si riferisce alla scellerata frase del Primo Ministro, durante la sua visita in Bulgaria nel 2002. Riferendosi a Luttazzi e ad altri due giornalisti televisivi italiani, Enzo Biagi e Michele Santoro, Berlusconi disse: “L’uso che (essi) hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è criminale. Credo sia dovere della nuova direzione [della televisione di stato, Rai] evitare che ciò avvenga di nuovo.”
Tutti e tre i loro programmi furono cancellati, sebbene le comunicazioni ufficiali dell’azienda esclusero che ci fosse qualsiasi collegamento con le dichiarazioni di Berlusconi. Ma non furono i soli. Nel 2003 l’attrice Sabina Guzzanti si vide cancellare il suo show satirico, RaiOt, dopo la prima puntata, a causa di una citazione in giudizio per diffamazione da parte di Mediaset.
All’incirca nello stesso periodo in cui Luttazzi realizzò la sua famosa intervista televisiva, Berlusconi fece causa al giornale The Economist per il suo editoriale datato Aprile 2001, il cui titolo recitava“Perché Silvio Berlusconi è inadatto a condurre l’Italia”. Perse la causa. Lo scorso anno un tribunale di Milano ha rigettato la citazione.
Mr Luttazzi, che ora lavora in teatri marginali, dice: “E’ stato difficile per me.”
Non esiste più alcun programma satirico alla televisione Italiana. Egli equipara i livelli di libertà di stampa in Italia con il periodo fascista. “Oggigiorno non uccidono più gli avversari, ma li costringono all’esilio mediatico.”
Un collaboratore di Berlusconi si è rifiutato di commentare le accuse di censura. Egli ha dichiarato al Times: “Basta leggere i giornali, per accorgersi che ognuno è libero di criticare chi vuole.”
Intervista a The Times
Hai ragione Daniele, c'è un errore di battitura, nell'originale era “Daniele Luttazzi is now like Superman but there's no kryptonite” ;-)