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E' in vendita La guerra civile fredda, il mio nuovo libro. Compratelo! E' stato stampato in tutta fretta nella speranza che lo leggiate mentre siete ancora su questo pianeta. Login utenteCome funziona questo blog Leggo personalmente tutte le mail che mi inviate. Questa è la cosa importante. E rispondo, sempre impegni permettendo. Arrivano però centinaia di mail al giorno. Se le pubblicassi tutte in automatico, non le leggerebbe nessuno. Preferisco sceglierne qualcuna che sia di interesse generale e/o argomenti in modo sorprendente e/o contenga qualche novità curiosa, con diletto di tutti. In passato, qualcuno si è servito di questo blog ( che è uno spazio privato ) come di un pulpito per i suoi proclami, e spammava con tale virulenza che sono dovuto ricorrere alla polizia postale. Un delirio inutile, che non agevolerò più. Altri, che non si vedono pubblicati, agitano lo spettro della censura, facendo un paragone assurdo e insolente con quello che mi è capitato. Ricordo che il mio contratto con La7 impediva loro di sospendermi, come poi hanno fatto ( censura ). Io invece non ho alcun contratto che mi obblighi a pubblicare sul blog tutto quello che mi inviate. Ed è giusto così. No? Commenti recenti
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Mentana a Elm Street
La satira è nobile perchè il suo bersaglio (il potere e le sue declinazioni oppressive) merita di essere attaccato. E’ questo principio a rendere disgustoso e fascistoide, invece, il ridicolo a scopo di tortura (le foto di Abu Grahib); il dileggio verso chi ha subito un torto (le foto di Veronica Lario a seno nudo pubblicate da Libero); e lo sfottò continuo contro chi osa opporsi all’illegalità berlusconiana (gli editoriali di Renato Farina su Panorama prima che venisse scoperta la sua attività spionistica per conto del Sismi; i corsivi di Marcenaro sul Foglio; gli attacchi del Giornale; i fondi di Feltri; lo scherno di Ghedini contro la Bonino ad Annozero). Il potere usa il ridicolo, il dileggio e lo sfottò per aumentare il conformismo generale. E' una tecnica di oppressione. Nelle sue memorie (The sunflower, 1970) Simon Wiesenthal racconta degli ebrei impiccati dai nazisti nella piazza di Lemberg. “Un buontempone … attaccò a ogni corpo un pezzo di carta con su scritto carne kosher ” dopodichè, per giorni, i cittadini di Lemberg risero dei prigionieri dei campi di concentramento che i nazisti portavano a lavorare in città perchè “vedevano in quegli ebrei altra carne kosher a passeggio”. Il dileggio invita la massa a prendere le distanze dalla vittima e a partecipare del divertimento sadico del violento.* Shakespeare attribuisce ai suoi cattivi (Iago, Shylock) questo humor crudele proprio per definire la loro immoralità: uno stratagemma narrativo che ritroviamo nel Joker di Batman, nelle gag da incubo di Freddy Kruger e nella comicità assassina di Hannibal Lecter. Il potere è sovraumano in quanto disumano. Ti illude che, unendoti a lui, diventerai predatore: ecco spiegati i sondaggi sulla popolarità del premier. E tu, non ridi alle sue barzellette? Un disagio del genere ha finalmente aperto gli occhi a Mentana. Conosco la sensazione. E' come sniffare wasabi. ------------------ * partecipano della comicità fascistoide molte vostre "battute" arrivate in palestra. Es: Tumore seno: una vittima ogni 45'. A rischio i campionati di calcio femminile. Venduto il costume originale di Superman. In omaggio una sedia a rotelle e una macchina per respirare. -------- p.s.: in molti avete obiettato "E allora la tua battuta sul feto abortito che sa di pollo crudo?" Come se l'argomento fosse il buon gusto. L'umorismo è sospensione del sentimento e può arrivare fino al cinismo; ma se sei cinico a spese di una vittima e ne prendi in giro la sofferenza, fai umorismo fascistoide, cioè eserciti una violenza. (La battuta del feto abortito invece prende in giro me e l'idea che io, per esprimere quel giudizio, ne abbia assaggiato uno.) Variazione satirica della battuta fascistoide: "Sempre più vittime per il tumore al seno. Per ovviare ai tagli sulla ricerca sospeso il rimpatrio delle immigrate clandestine." (Mattia Manica) Lo stesso accadrebbe (si tratterebbe cioè di satira, non di violenza) se a fare la battuta sul tumore al seno fosse una donna colpita da tumore al seno. Mai sottovalutare il valore del contesto: Richard Pryor può fare tutte le battute che vuole sui "niggers"; le stesse battute in bocca a Woody Allen diventerebbero razziste. Anche se a Woody Allen facessero ridere. (E' proprio il criterio della "risata del comico" a far sì che tu possa essere giudicato per quello che sei. Se fai battute razziste perchè ti divertono le battute razziste, sei un razzista.) Il punto non è se una battuta fa ridere o meno. Si ride per il meccanismo comico e l'abilità consiste nell'imparare la tecnica migliore per scatenare il riflesso della risata; ma se questa abilità ti serve a veicolare un'idea razzista, sei un razzista. Ecco un esempio di comicità nazista trovata da Ska: La palestra è utile anche per imparare a soppesare questi equilibri. Altrimenti si rischia di finire come la CIA con bin Laden. ------- mail (14 maggio) Giorgio Montanari e Matteo mi scrivono di una scena dei Griffin nella quale Peter mangia patatine in modo molto rumoroso nel rifugio di Anna Frank mentre soldati nazisti si trovano a portata d´orecchio. Giorgio: “Una battuta anche sacrilega su certi orrori può rendere ovvio l’orrore che resta reale anche quando il taboo viene infranto. Non è ragionevole supporre che certe battute rinforzino il senso critico del pubblico e lo responsabilizzino?” L' esempio dei Griffin calza a pennello. E' il tipo di banalizzazione della violenza sulla vittima (comicità fascistoide) cui mi riferivo. Tv e internet la stanno diffondendo nel mondo da diversi decenni attraverso la spensieratezza apparentemente innocua dei cartoon USA, non a caso mentre quel governo si rendeva responsabile di massacri reali e criminali, stampa propagandistica appresso. Questo tipo di comicità è insidiosa: funziona infatti per tutta una serie di motivi sociologici e culturali che ne inducono l'esigenza. Cresce l'ansia sul tuo futuro, minacce vere incombono, i problemi sembrano irrisolvibili, e tu senti il bisogno di una fuga nelle deresponsabilizzazione e nella forza muscolare che l'idea fascistoide può fornirti a buon mercato: “Ti lamenti che non hai più diritti e che abbiamo ridotto la tua vita uno schifo? Guarda, c’è gente che sta ancora peggio di te: a loro abbiamo tolto anche lo status di esseri umani.” Occorre fare attenzione perchè la regressione culturale è già oltre il livello di guardia, specie qua in Italia. Se uno ride di quella gag dei Griffin, deve porsi una domanda: quanto la mia scala di valori, in questi anni, senza che neanche me ne accorgessi, si è corrotta? "Una battuta anche sacrilega su certi orrori può insomma rendere ovvio l´orrore che resta reale anche quando il taboo viene infranto," si domanda Giorgio. No, l'analisi dev'essere meno approssimativa. La violenza sulla vittima non è un tabù che si può infrangere come niente fosse. Ne va della democrazia. E della civiltà. Infatti è comicità fascistoide. C'è un caso in cui si verifica quello che Giorgio auspica. Ne parlo in Bollito misto. E' il caso della "risata verde" dei cabaret di Berlino degli anni '30. Gli artisti si ribellavano alla violenza nazista esagerando la provocazione dell'orrore. "Su Hitler non mi viene in mente nulla" di Karl Kraus è un capolavoro di satira perchè oppone orrore a orrore. E' satira però perchè Karl Kraus sa come si fa e perchè sappiamo chi è Karl Kraus. La stessa frase detta da Himmler o da Borghezio sarebbe una boutade nazista. (Valore del contesto e e della tecnica.) Insomma: nell'intrattenimento passano sempre più spesso contenuti fascistoidi perchè "funzionano" e funzionano per tutta una serie di motivi bio-politici (là dove la politica si intreccia al biologico e al senso morale) che rendono appetibile la fuga nel disumano che il fascismo e il leghismo offrono. E' un attimo caderci, se non si sta attenti. Paolo ad esempio mi ricorda il caso recente del comico Michael Richards, il Kramer di Seinfeld. http://www.youtube.com/watch?v=amjUNF_R_PY L'attenzione dev'essere collettiva. E' uno dei sensi della palestra. Fino a ieri nessuno in Italia si poneva il problema. Oggi, almeno mille persone in Italia sanno che il problema c'è. E' un inizio. ------- Matteo replica: "So distinguere il bene dal male e non faccio dei Griffin il mio stile di vita, ma una volta a settimane mi piace ridere disumanamente. Ciò non fa di me un essere disumano. (...) Il contesto, come dici tu, conta molto: si tratta di un cartone animato. Americano. Del 2009. La tragedia dell'olocausto è di anni fa e trovo la libertà di riderne, nei limiti (contesti), una cosa positiva. Caro Matteo, una società libera ammette tutte le idee, anche le più trasgressive, ma non può ammettere l'idea violenta (quella razzista o fascista o nazista). L'idea violenta è già stata giudicata dalla storia. E' un'idea che, quando va al potere, cancella i diritti umani e la democrazia. La trasgressione culturale dei tabù e dei pregiudizi ("ciò che ti offende in una società libera"), che è legittima, non puoi paragonarla a un'idea violenta quale lo scherno della vittima. E' un equivoco tragico, AGGRAVATO dal fatto di venir banalizzato da un cartone animato. http://www.youtube.com/watch?v=RTBDpyVyET8 E' una superficialità che non solo tu, ma nessuno può permettersi, soprattuto in tempi reazionari come questi. mail 16 maggio Scrive rgiordani: La scena dei Griffin non è scherno della vittima. Credo che lo scopo fosse quello di mostrare fino a che punto Peter sia incapace di trattenersi dal continuare a mangiare patatine, mettendolo nella situazione in cui l'importanza di fare silenzio è la più grande che lo sceneggiatore sia riuscito ad immaginare. Quindi l'oggetto della presa in giro è Peter, non gli ebrei. Lo sceneggiatore usa l'olocausto per far ridere sulla fame di patatine di un cartoon. E' una banalizzazione nazista. La violenza non può essere eufemizzata. Anna Frank è una martire realmente esistita della persecuzione razzista nazista. Quella gag dei Griffin è una bestemmia. Silvius nota:La gag di Peter poteva essere riproposta in qualsiasi altra situazione. Si ride di rimando e paradossalmente senza neanche accorgersi del contesto. Questo è subdolo. Personalmente ho sempre mostrato parecchie critiche sulla struttura comica dei Griffin, critiche che sono state qualche tempo fa esposte in due puntate di South park." Esatto. Quella gag dei Griffin è blasfema non perchè può venire fraintesa (come può capitare per altre battute) ma sempre. E' blasfemo che l'autore non si renda conto che NON SI PUO' usare Anna Frank per un anticlimax comico. Addirittura in un cartone animato. Dopodichè, il meccanismo comico funziona e tu ridi. (La risata scatta in automatico per il meccanismo, non per il contenuto.) Ma se subito dopo non te ne vergogni, la banalizzazione blasfema ha avuto il suo effetto. Hai riso da nazista senza sentirtene in colpa. Un altro esempio fascistoide, sempre dai Griffin, lo ricorda Francesco: il figlio Stewie sta seviziando in garage un bulletto che gli aveva rubato la bicicletta. Entre la madre Lois. Marco suggerisce, per contro, un esempio tratto da Get Your War On di David Rees: http://mnftiu.cc/blog/images/war.002.gif Questa striscia è satira pura alla Karl Kraus. Risata verde. Non schernisce le vittime. Oppone all'orrore della violenza l'orrore delle conseguenze di quella violenza. Qualunque battuta, su qualunque argomento cui uno è sensibile, provocherà disapprovazione e non riso. Il caso dello humor cinico o noir lo dimostra; ma, ripeto, non è questo il punto. Il punto è: se rido della violenza su una vittima reale; se mi compiaccio dello scherno su di lui; se, per dirla con la efficace sintesi di Andrea,la battuta si pone dalla parte del carnefice; la gag e la risata sono fascistoidi. E lo sono anche quando banalizzano l'atto del carnefice (scena dei Griffin). E' appropriato anche l'esempio di Mario: quando il Male durante il rapimento di Aldo Moro pubblicò la foto inviata dalle brigate rosse con sotto la scritta "Scusate, di solito vesto Marzotto", era sfottò fascistoide. Duccio allora mi chiede con quali meccanismi si stabilisca da quale parte una battuta stia. Trae un esempio da Adenoidi, l'intervista di Marzullo a Hitler: MARZULLO: Mi tolga una curiosità, dottor Hitler, farebbe mai all'amore con una ragazza ebrea malata di AIDS? Come si stabilisce da che parte sta la battuta? Nello stesso modo con cui è evidente che la battuta di Kraus è contro il nazismo e non a favore: quando la battuta si assume il carico del dolore, invece di banalizzarlo. La satira ha gli strumenti semantici per farlo. E lo fa. Anche quello scambio è satira (qui addirittura doppia) alla Kraus: attacca sia Hitler che Marzullo opponendo all'orrore del primo l'orrore più grande di quella domanda orribile, con effetto artistico di grottesco. (Sul grottesco, rimando a Lepidezze postribolari, pagg.330-333) ------ Entuan fa un altro esempio: Letterman su Arafat. Nei giorni in cui Arafat lottava tra la vita e la morte: "Notizie dal mondo: Yasser Arafat aggrappato alla morte." Questa è satira o ha connotati fascistoidi? E' il potere Arafat, o un nemico (o qualcosa che assomigli a ciò) nel momento della morte? Quella battuta di Letterman rivela il valore del contesto, in questo caso ideologico. Per chi considera Arafat uno che lottava per la liberazione della Palestina (buona parte dell'Europa e il mondo arabo), la battuta si pone dalla parte dello scherno ed è fascistoide. Per chi considera Arafat un terrorista (Letterman, Bush) la battuta attacca un bersaglio meritevole. Una battuta satirica rivela il tuo mondo di valori e ti giudica di fronte alla storia. (cfr. fotogag del Male.) La gag dei Griffin su Anna Frank sembra legittima, a un nazista. (Ecco perchè non si può parlare di semplice "bullismo", in proposito. Quando si fa satira, quello ideologico è un contesto fondamentale.) Altro esempio di contesto: quello temporale. Angelo T. propone questo esempio, relativo a una notizia vera: Faiv chiede spiegazioni: "La comicità è uguale a tragedia + tempo. Allora un semplice lasso di tempo distingue humor nero da battuta fascistoide?" No. "Tragedia + tempo" riguarda i temi nella loro genericità. Oggi, per esempio, puoi far ridere sul nazismo in senso generico o sulla tragedia dell'11 settembre. Quando però il comico americano Gilbert Gottfried fece in tv una battuta sull'11 settembre UNA SETTIMANA DOPO il fatto, la reazione del pubblico fu giustamente di angoscia e disgusto. Qualcuno fra i presenti urlò:"Troppo presto!" Capitò anche a Lenny Bruce quando, subito dopo l'assassinio di Kennedy, in un nightclub di New York commentò il fatto con la battuta "Vaughn Meader è fottuto!" Meader era un comico che aveva riscosso grande successo con un'imitazione di John Kennedy. Bruce trasgredì alla regola tragedia+tempo, certo: una regola relativa, non assoluta. Dipende dalla sensibilità del comico e del pubblico. Adesso, dopo tanto tempo, quella battuta non si capisce neppure, se non spieghi chi era Vaughn Meader. E' passato troppo tempo. Fra il troppo presto e il troppo tardi si situa la sensibilità dell'artista satirico. Con vari effetti di risata verde come corollario. Detto questo, la premessa è che la regola "tragedia+ tempo" non vale MAI quando si strumentalizza una vittima REALE (Anna Frank). Qui non c'è tempo o contesto che tenga. Resterà SEMPRE una gag fascistoide. (Va notato come, dopo l'oscar al film di Benigni, la comunità intellettuale ebraica di New York abbia deplorato la catarsi bizzarra di quel film e la strumentalizzazione dell'olocausto, usato solo come sfondo drammatico per la narrazione. Strumentalizzazione che invece è del tutto assente in un film sull'olocausto dai toni comici perfetti e struggenti, Train de vie.) mail 18 maggio Letto questo post, finalmente qualcuno (Lory86) apprezza la vera differenza fra quella mia battuta su Ferrara nella vasca da bagno (satira grottesca) e il monologo di Hicks (Limbaugh nella vasca da bagno) cui sui riferiva. Hicks schernisce Limbaugh usando in senso negativo l'epiteto "gay". La sua è una gag fascistoide. (Molte battute di Hicks lo sono: Lasciandosi trasportare dal gusto per la provocazione, non sempre Hicks riesce a giustificare in modo satirico le enormità. Il risultato è che spesso cerca di far ridere a spese delle vittime. Diversi autori tv USA contemporanei, ispirandosi a lui e ad altri, scivolano spesso nello stesso errore. Salvatore ricorda un'altra gag dei Griffin in cui si forza la risata ricorrendo alla violenza gratuita contro madre Teresa: http://tinyurl.com/lcgd9b Altri scoprono l'acqua calda e mi fanno gli esempi delle battute finto-razziste di Sarah Silverman e Andy Kaufman. Il loro procedimento ironico è evidente. Non si schierano coi razzisti. Rilancio con un caso molto più ambiguo (scivoloni frequenti): quello di Borat. Vuole servirsi dello stesso stratagemma (incarnare la stupidità razzista, ironia), ma lo fa in candid camera con persone reali e spesso finisce col prenderle in giro, che se lo meritino (razzisti) o no (femministe). Infatti Borat, negli USA, è stato adorato dal pubblico di destra. Pericolosissima eterogenesi dei fini! 19 maggio 2009 In molti mi chiedete allora se quella a Vauro fu censura giusta, visto che era passato poco tempo dalla tragedia. Non fate confusione. Il bersaglio della vignetta di Vauro non erano le vittime, ma il governo Berlusconi. Era satira. Stop. La propaganda berlusconiana allora ha montato ad arte il caso strumentalizzando contro Vauro il dolore della tragedia per tappargli la bocca. L'operazione squallida è la loro. addendum Il dramma accaduto ad Anna Tatangelo ha scatenato un intero sciame di battute fascistoidi, come prevedibile. Questo post, adesso, si rende evidente in tutta la sua urgenza. Non solo perché i disastri mentali causati da decenni di gag fascistoidi (in tv e sul web) vi fanno opercolare "battute" come questa: “ Tatangelo: "ho perso il mio bambino". Lo ritroverà. Basterà usare un badile ” ( calco fascistoide di una mia battuta di qualche anno fa: “-Daniele, vorrei conoscere i tuoi genitori.- -Ti servirà un badile.- ); ma soprattutto per la giustificazione incredibile addotta da chi ha inviato quest’altra: “Evoluzione: morto il figlio di Anna Tatangelo e Gigi D'alessio”, giustificazione che è stata: “Non sono nè fascista, nè razzista nè malvagio. Semplicemente sono di quella branca che pensa "la vita è triste e spesso cattiva e insostenibile: ridiamoci su, non ci resta che questo". Comprendo però il tuo punto di vista e ok il fatto di non volere battute "fascistoidi" sul TUO sito, hai ogni diritto. Credo però (da buon, forse immaturo, relativista) che il concetto di bene, male, giusto, sbagliato, fascistoide o meno sia molto relativo...”. Non si può essere così superficiali.
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E' aperta La Palestra, il luogo dove allenare ed esibire i vostri muscoli satirici. Inviatemi le vostre battute sui fatti del giorno. Usate come premessa della battuta un titolo di giornale. Sceglierò quelle che mi piacciono e le pubblicherò. Prima di cominciare, studiatevi il mini-manuale Preparazione H e cinti erniari per Principianti. Buon lavoro a tutti. p.s.: cliccate su commenti, scrivete la battuta e inviatela; FIRMATELA COL NOME: siete persone, non un nick. nuova rubrica Se ne individuate uno, inviatelo qua per la nuova rubrica Le parallele asimmetriche. (Indicate la testata da cui avete preso il titolo.) Davide propone la correlazione fra due titoli: 1. la Repubblica/Politica: “Mara Carfagna ha ricavato un libro dal suo primo anno di esperienza da ministro” E' un'idea ottima. Dato un titolo 1, trovate un titolo 2 che sembri correlato. Variazione: il confronto fra due frasi contraddittorie dello stesso personaggio, la prima detta oggi, la seconda tempo fa. Esempio: 1. Influenza A: Sacconi: "No allarmismi." (20/02/2009, ansa.it) Data la frase 1 detta oggi, trovate la frase 2 contraddittoria detta tempo fa. Inviatele qua. Sono Parallele simmetriche. Insieme a quelle asimmetriche completeranno la rubrica Parallele. nuova rubrica II 1.Franceschini si ricandida alla guida del PD:"Non posso riconsegnare il partito a quelli che c’erano molto prima di me." La frase 1 è quella pronunciata pubblicamente. Trovate una frase 1, inventate la relativa frase 2. Inviatele qua per la nuova rubrica Pilates. nuova rubrica III 1. Berlusconi:-Vertice riuscito, premiata la mia lucida follia» La frase 1 è quella pronunciata pubblicamente. Trovate una frase 1, inventate la relativa domanda 2. Inviatele qua per la nuova rubrica Carnac. ***** avvertenze: b) leggetevi le palestre dei giorni precedenti. Eviterete di inviare battute già scritte meglio da altri. c) f a n t a s i a ! ------------------- Preparazione H e cinti erniari per Principianti 1) La battuta deve essere una sorpresa rispetto alla premessa. Se la sorpresa è poca, la battuta è debole debole. ( Es: "Svolta nei Simpson. Per la prima volta Maggie parla. E rivela di aver avuto una relazione con Berlusconi.") Ma la sorpresa non deve essere campata per aria, sennò la battuta non funziona lo stesso. ( Es: Giro D'Italia: "Sono pronto per vincere!" ha dichiarato il testicolo destro di Armstrong. ) Il difficile è proprio l'equilibrio. A questo serve la palestra. 2) Lasciate perdere i giochi di parole. Innanzitutto, perchè sono la prima cosa che viene in mente a tutti. Quindi dov'è la sorpresa? Solo ieri ho ricevuto 48 esempi di questa battuta: "L'ex terrorista Battisti rompe il silenzio: Mogol gli scrive il testo." In secondo luogo, perchè i giochi di parole sono tipici dei pedanti che vogliono sfoggiare il proprio acume. Per questo irritano. Un comico bravo gioca con le idee. Infine, perchè i giochi di parole originali richiedono esperienza. Lo stesso vale per le meta-battute (le battute sul fare battute). Avete appena cominciato a sollevare manubri da 1 kg; inoltre il vostro coefficiente Sinclair è basso: non siete pronti per sollevare a strappo bilancieri da 3 quintali. Vi fate male. 3) Come nella moda, anche nelle battute esiste uno stile legato all'epoca. Me ne arrivano molte direttamente dagli anni 50. (Es: Il Parla&Mento approva due mozioni che stabiliscono più fondi per le scuole private, dal titolo "La scuola pubblica deve essere privata...di tutto".) Ricordate sempre che siamo nel 2009 e nel frattempo sono già arrivati Woody Allen, Bill Hicks, i Monthy Python, Eddie Izzard, Francesco Salvi, Bergonzoni e Maurizio Milani con gli sci di ultimo tipo. 4) Soprattutto, asciugate il più possibile. Togliete le parole superflue: a parità di contenuto, è migliore la battuta con meno parole. Se però dovete scegliere fra brevità e ritmo, privilegiate il ritmo. 5) Una bella battuta contiene un'idea, non un luogo comune. E l'idea deve avere un fondo di verità, altrimenti la battuta è fasulla. (Es: "SMS troppo costosi per l'Antitrust che passa a Vodafone." Ma l'Antitrust ha multato sia Tim che Vodafone per gli SMS troppo costosi. ) (Altro esempio no: "El Pais pubblica le foto scattate a Villa Certosa. Delusione tra i lettori: sembra di vedere un porno giapponese, c'è gente che fa sesso e i genitali sono oscurati." Ma in quelle foto nessuno fa sesso. La base della battuta satirica dev'essere vera, sennò è barare: sono capaci tutti. ) La satira deve portare alla luce contraddizioni vere (di fatto e/o psicologiche). La contraddizione falsa non fa ridere. (Es: "Brunetta vieta internet in ufficio. Dà l'annuncio durante l'orario di lavoro via twitter." ) Per scrivere satira occorre essere informati. Chi vi ha detto che è facile? 6) Una battuta satirica allude a un fatto, ma non funziona se il riferimento è per specialisti e devi spiegarlo. (Es: Il Papa a Betlemme: "Uno Stato per i palestinesi, il Madagascar". Il riferimento è ad Adolf Eichmann e al finto piano nazista di trasferire gli ebrei tedeschi in Madagascar: un falso che nascondeva l'intenzione vera di sterminare tutti gli ebrei. ) (Altro esempio: "Giovane si addormenta con il cellulare umts collegato a internet. Dilapidato il credito. Si giustifica così: almeno posso sognare in modo fluido.") 7) Gli autori satirici vengono spesso querelati per diffamazione dal potente di turno. Evitate accuse assurde che non potete provare in alcun modo. (Es: La rivelazione di Marzotto: "Naomi mi picchiava". Naomi: "Dovevo farlo, bastava che lo lasciassi solo un minuto e se la finiva tutta lui.") 8) Niente battute fascistoidi (leggete il post Mentana a Elm Street) e niente battute razziste. (Ieri qualcuno ha inviato questa:"E' arrivato in Europa uno dei videogame più discussi nel quale vince chi effettua più stupri. Il joystick sarà a forma di rumeno." Scivoloni che succedono, quando papà è abbonato a la Padania.) Attenti inoltre alle implicazioni. (Es: "Stupri nei videogame. Monito del Santo Padre: pixel sono già piccole creature." Questa battuta si schiera contro il papa, ma indirettamente giustifica i videogame con stupri!) 9) Non inviate battute prese da altri siti satirici. Questo è il modo perfetto per essere espulsi. Il senso della palestra è esercitare se stessi, non farlo fare agli altri al posto nostro. Corollario: se le inviate qui, non inviatele altrove. E viceversa. Niente casini inutili. E non inviate mie vecchie battute, o calchi di mie vecchie battute. ( "Daniele, leggi qua. Penso che tu sia tonto." ) 10) A volte la cosa più sorprendente è quella che nessuno vede perchè è sotto gli occhi di tutti. Lavorateci su. Inviate la vostra battuta migliore. Se non convince voi, come potete sperare che convinca me? Mica sono il supplente. ------------------ La "verità" di una battuta satirica Paola e Massimo chiedono spiegazioni sulla battuta di Michele pubblicata ieri: "Per festeggiare i 40 anni dallo sbarco sulla luna, verrà girato un nuovo video negli stessi studi usati per il primo." L'obiezione è che, al punto 5 della Preparazione H, scrivo che "Una bella battuta contiene un'idea, non un luogo comune. E l'idea deve avere un fondo di verità, altrimenti la battuta è fasulla. [...]La base della battuta satirica dev'essere vera, sennò è barare: sono capaci tutti." Secondo loro, la battuta di Michele va contro questa regola, dato che sostiene, come fanno i complottisti disinformati, che in realtà l'uomo non è mai stato sulla Luna. Quello della verità di una battuta satirica è un tema su cui è bene non equivocare. Vanno individuati due piani di verità: quello legale (se fai satira addossando reati a qualcuno, il fatto deve essere vero o ti becchi una querela) e quello artistico (la satira deve commentare un fatto vero: le teorie complottiste, ad esempio, sono un fatto vero). Mi spiego meglio: io credo che la dietrologia relativa allo sbarco sulla luna sia una baggianata, ma che questa dietrologia esista è un fatto vero. Quindi posso alludervi con tutte le battute che voglio e queste battute funzionano perfettamente: la satira è sulla cultura pop. In altra veste, ritroviamo qui la distinzione, cara agli antichi greci, fra episteme (verità scientifica) e doxa (opinione). La satira si può fare su entrambe. Negli esempi al punto 5, invece, il plot della battuta è un fatto falso. Questo è barare. ----------------- Davide e Luca, lette le battute recenti su MJ (ad. es. "Michael Jackson, nello stomaco solo pillole. Dubbi, invece, sul liquido verdastro rinvenuto nelle branchie" e "Resi pubblici i risultati dell'autopsia sul corpo di Michael Jackson: secondo i medici, il suo stomaco è talmente pieno di pillole che prima di mangiarlo i vermi dovranno esibire la ricetta" chiedono perchè non siano fascistoidi come nel caso Griffin-Anna Frank. Il motivo è che Michael Jackson è vittima dei suoi eccessi, non c'è nessun carnefice. Quindi entra in funzione la regolina di Lenny Bruce legata al contesto: "comicità=tragedia+tempo". Quella regola riassume empiricamente i meccanismi di reazione a una battuta. L'obiezione giusta, a questo punto, diventa: "Non sarà troppo presto per fare battute su MJ?" Può darsi, ma quando a una battuta si applica "tragedia+tempo", non significa che, se è troppo presto, la battuta non faccia ridere in assoluto. Nel post Mentana a Elm Street scrivo infatti della sensibilità del comico: sta a lui decidere se è troppo presto. Magari il comico si sbaglia e TUTTO il pubblico fa buuu. Magari non si sbaglia e solo parte del pubblico mugugna, mentre il resto apprezza l'acidità della battuta. L'importante è che la battuta faccia ridere il comico. (Mi ripeto a scanso di fraintendimenti: la regola "l'importante è che faccia ridere il comico" NON si applica nel caso ci sia un carnefice, es: i nazisti su Anna Frank.) Nel caso particolare di Michael Jackson, poi, la sua vita è stata talmente sopra le righe e controversa (il re del pop, l'accusa di pedofilia, Neverland, la camera iperbarica, il lama, la pelle sbiancata, la chirurgia plastica) che la sua morte non viene vissuta come una tragedia umana tipo l'uccisione di Carlo Giuliani (avvertite la vibrazione fascistoide di questo paragone?) ma come la scomparsa di un'icona, accorciando di molto i tempi. Va considerato infine che "tempo" equivale a "spazio". Un evento luttuoso che accade geograficamente lontano da noi riduce la salienza della tragedia, anche qui accorciando i tempi. Per tutti questi motivi, se oggi morisse Ligabue (lunga vita, caro Luciano!) sarebbe impossibile farci su delle battute. Va ricordato che Jackson è stato assolto da ogni accusa di pedofilia. Battute che danno del pedofilo a Michael Jackson sono diffamatorie (reato). -------------------------- Pedagogia Il motivo è semplice: perchè, incredibilmente, quella battuta è l'esempio di uno o più errori elencati nella Preparazione H (es.: c'è chi si ostina a inviare giochi di parole penosi). Dalla Palestra si impara in tre modi: Il grande segreto (Quale modo? Scoprìtelo da soli. Io ci ho messo vent'anni per arrivarci. Magari sarete più fortunati.) (Sì, buonasera.) Poi esistono contenuti (idee) più o meno originali e qui serve il confronto con gli altri. ------------------ A proposito del luogo comune "L'idea è la stessa!" Fabiola mi chiede per quale motivo la battuta "Per festeggiare i 40 anni dallo sbarco sulla luna, verrà girato un nuovo video negli stessi studi usati per il primo." sia stata preferita alla sua battuta "Dopo l’Apollo 11, due sonde USA stanno per sbarcare sulla Luna: già allestito il set fotografico.” In fondo, argomenta Fabiola, “l’idea è la stessa e la mia ha più sintesi.” Stessa specie di obiezione da Max. Perchè la battuta "Brunetta: -Nel sesso ero imbranato, ora ho raggiunto ritmo ed eleganza-. E pensare che sono bastati un metronomo e un guanto di cashmere." è stata scelta, mentre il suo Pilates "1.Brunetta: -Nel sesso ero imbranato, ora ho raggiunto ritmo ed eleganza.- Va ricordato allora per l’ennesima volta che la risata scatta non per l’idea, ma per la tecnica della battuta. Una battuta è un racconto in miniatura in cui distinguiamo una trama (il plot) e una sceneggiatura (la struttura). Il plot contiene una risata latente che solo la struttura fa esplodere. Infatti la parafrasi di una battuta (cioè il plot senza la struttura) non fa ridere. La struttura di una battuta è il meccanismo a orologeria che modula il fluire del tempo narrativo rendendolo sorprendente. Esistono vari meccanismi, ciascuno composto da tante rotelline: fra queste, una delle principali è l’esattezza del dettaglio. Come la sintesi a scapito del ritmo è un errore, così la sintesi a scapito dell’esattezza. La dietrologia relativa allo sbarco sulla luna favoleggiava di una messinscena realizzata dalla Nasa in uno studio cinematografico, non in un set fotografico. Il dettaglio sbagliato da Fabiola inceppa il meccanismo a orologeria della battuta e lo sportellino del cucù resta chiuso. In un altro meccanismo, la rotellina nevralgica è l'allusione. Prendiamo due versioni di uno stesso plot (Brunetta si masturba). Max, nella sua, lo dice direttamente: non c'è sorpresa, il plot resta senza struttura e la risata non scatta. In quella pubblicata nella Palestra, invece, il plot è raccontato per allusione: c'è sorpresa, il meccanismo scatta e infatti si ride. Da notare che l'idea di quella battuta non è, come pensa Max, il metronomo e il guanto di lusso. E' Brunetta che si masturba. Metronomo e guanto sono solo gli indizi (i dentelli) che servono per far ingranare l'allusione (la rotellina). Così l'orologeria diventa arte. Sul piano culturale, il luogo comune "L'idea è la stessa" diventa ideologia piccolo-borghese, coi suoi retaggi romantici sull'unicità dell'ispirazione artistica. Nell'arte, originalità (Picasso, Mozart, Bill Hicks) e miglioramento (Picasso che rifà Velasquez, Mozart che rifà Vivaldi, Bill Hicks che rifà Lenny Bruce) sono valori equipollenti. E' il modo (l'integrazione di plot e struttura) a fare la differenza. L'amore contrastato fra due giovani (plot) con una certa struttura diventa Shakespeare (Giulietta e Romeo), con un'altra diventa una battuta (Un ragazzo incontra una ragazza, il ragazzo perde la ragazza, il ragazzo diventa una ragazza.). Buona satira! ------------------ acido lattico implicazioni epidemiologia: funghi cutanei battute sul cervello di Gasparri Brunetta a Venezia/acqua alta il giochino di commentare una censura ai siti web interrompendo la battuta come fosse stata censurata (Es: "Google sfida Pechino: adesso basta con la ********. ") la chiusa “Dilettante!” (oppure "Principiante!") la chiusa con riferimento al Monopoli, a Risiko, a un videogioco, a Facebook la chiusa "Centomila secondo la Questura" (o altro numero inferiore a quello degli organizzatori) la chiusa "Ma va'?" la chiusa “ha dichiarato, ridendo di gusto.” (oppure "Ah ah ah!") la chiusa "sempre da chi meno te l'aspetti" la chiusa "e tu sei su Scherzi a parte!" Patrick Swayze morto/Ghost II caldo/campi di granturco/popcorn Kakà come voce del verbo cagare il plastico di Porta a Porta processi a Berlusconi/Forum, giudice Santi Licheri morto inventore Viagra / mezz'asta morto inventore Viagra / chiudere la bara il disco suonato al contrario papa polso rotto/ritmo ed eleganza Steve Jobs/trapianto di fegato versione 2.0 o touch screen visita leader libico/abbraccio fra il dittatore e Gheddafi Topolanek /fotomontaggio, ce l'ho più grosso El Pais, foto villa Certosa/faccia a quadratini Fiat/Opel/magna magna rapporti piccanti/ spalmare di nutella, panna, miele in ginocchio l'Abruzzo / Carfagna il comico "Billy Ballo" / Silvio B. GP di Monaco / ciclisti del Giro pornostar / pompini / respirazione bocca a bocca partita del cuore / Lapo Elkann / strisce bianche sul campo Noemi alla festa del Milan / sotto il tavolo ----------- Gabriella mi chiede come mai così poche donne partecipino alla palestra satirica. L'ho notato anch'io: ogni giorno, in media, su cento battute solo tre sono di ragazze. Verificare questo dato sociologico ("le donne sono minoritarie nella satira?") è uno degli intenti della palestra. Il mio sospetto è che si sconti anche qui, come nel resto della società, un retaggio culturale. Va notato come, nel mondo, le comiche siano un numero ridottissimo rispetto ai comici. Stereotipi sociologici cui corrispondono stereotipi culturali: nella comicità, a fronte di quattro ruoli maschili principali, i ruoli femminili sono fondamentalmente due: la bella Colombina e la vecchia megera. L'eccezione (la donna autonoma che sa il fatto suo) è già in Aristofane (Le donne al parlamento), ma si tratta appunto di un'eccezione: venne recuperata per brevissimo tempo negli anni '30/'40 con le cosiddette "screwball comedies" (Bringing up baby, His girl friday). In questo genere particolare di film comico, la donna domina la relazione. I gusti del pubblico di massa (sempre condizionati, peraltro) sembrano però non accogliere con favore questo genere di commedie, neppure ai giorni nostri, dove la "screwball comedy" viene edulcorata sotto forma di sit-com come "Maude" (1970) e "Roseanne" (1990). Quanto alla satira, la lettura del fenomeno può confermare un altro aspetto: le donne tendono a essere complete, gli uomini mooolto parziali. Gli uomini hanno hobbies: ricavano soddisfazione dal concentrarsi su una cosa alla volta, escludendo tutto il resto del mondo. Le donne gestiscono vite, sanno stabilire priorità, si dedicano a cose più urgenti: non sono soddisfatte se tutto il loro mondo non è armonico. La satira non è un genere armonico. Divide, schernisce, ferisce. ------------------ Esercizi di rassodamento Uno dei polpacci della comicità è l'ESAGERAZIONE. Mi stupisce quanto poco utilizziate questo muscolo nelle vostre prove. Affinchè non vi resti rachitico, è importante esercitarlo. D'ora in poi, delle tre battute che inviate in palestra, almeno una dovrà essere una esagerazione. La macchina su cui vi eserciterete è una struttura standard (formula) che risale alla notte dei tempi: "X è talmente (aggettivo) che (esagerazione)." -------------------------- Come non si può giocare a calcio senza conoscere i fondamentali, così è per la satira. I vari esercizi della palestra servono a tonificare i muscoli satirici di base. Ce n’è uno per l’esagerazione, uno per i paragoni, uno per l’invenzione, un altro per lo spirito di osservazione eccetera. Ogni giorno arrivano in palestra circa duemila battute. Passo quattro ore al giorno a selezionare e correggere. Una battuta è formata da un plot (l’idea) e da una struttura (la tecnica). Contrariamente a quello che pensano tutti, a far scattare la risata non è l’idea, ma la tecnica. Infatti quando un giornalista riporta una battuta facendone la parafrasi, non fa ridere. La palestra serve a migliorare la tecnica. Esempio: una battuta inviata era “Berlusconi è talmente faccia di culo che arriverà a sostenere che era lui ad essere pagato dalle donne per le sue prestazioni sessuali.” Pubblicata, è diventata: “Berlusconi:-Le escort? Erano loro a pagare me.- Dal confronto fra la battuta inviata e la stessa battuta pubblicata, uno impara tante cosine, se vuole. La satira italiana è in ottima salute, ma in questi anni i tromboni ignoranti che l’hanno soffocata in tv hanno anche diffuso pregiudizi perniciosi che vanno smentiti. Ad esempio il luogo comune secondo cui la satira non deve fare politica e non dev’essere faziosa. Errore: la satira NASCE politica e faziosa, con Aristofane. E’ politica e faziosa per natura. Ingiuriare i mascalzoni, a pensarci bene, è onorare gli onesti. (Aristofane, I cavalieri) Chi attacca la satira e non la permette in tv è un censore e va disprezzato. Berlusconi:-La sinistra mi odia!- Ma odiare i mascalzoni è una cosa nobile: lo diceva già Quintiliano. Ogni giorno, le battute della palestra superano per quantità e qualità le battute pubblicate sui giornali e trasmesse in tv. E’ un risultato eccellente. Divertenti si nasce. Sapere la tecnica non è sufficiente. Comunque, cinque princìpi valgono in tutti i casi: brevità, esattezza, semplicità, sorpresa, ritmo. Gli errori più comuni finora? Scrivere battute già scritte meglio da altri (pigrizia, inesperienza) oppure basate su giochi di parole e luoghi comuni (banalità) oppure piatte (poca fantasia) oppure diffamatorie (eccesso di bile). Tutte le battute pubblicate mi hanno fatto ridere. Ognuna contiene una scintilla della grande risata universale. Cosa dà lo spunto per una battuta? Il tuo modo di vedere le cose. E questo non si può insegnare, mi spiace. Cerca |
Note a margine
Questa discussione sul carattere fascistoide di certa comicità, sull'uso del dileggio come tecnica oppressiva, sui trucchi del potere... è interessantissima. Svela dei meccanismi che se non compresi fanno cadere in trappole pericolose, ma dà anche luogo a ulteriori domande cui è difficile rispondere razionalmente.
Ne stiamo discutendo in un forum e ci stiamo arenando su questa provocazione:
"Perché ridere delle disgrazie dei potenti dovrebbe essere catartico e aumentare la propria coscienza sociale, mentre ridere delle disgrazie dei non potenti dovrebbe rendere pessimi cittadini?" (Alessia)
Cara Alessia, la satira non ride affatto "delle disgrazie dei potenti". Fa ridere addossando loro la responsabilità dei loro comportamenti (che sono sempre, in ultima analisi, vessatori). Lo sfottò fascistoide, invece, dà la colpa alle vittime. Ecco perchè è turpe.
Come volevasi dimostrare..
ecco: rispetto all'addendum del 15 maggio, il tizio che dice che il concetto di bene, male, giusto, sbagliato, fascistoide o meno sia molto relativo, NON E' secondo me SOLO superficiale. E' l'espressione precisa dell'imbottimento mediatico di questi ultimi 20 anni, del fatto che vogliono proprio farci credere che sia tutto uguale, dell'appiattimento dei valori del marketing berlusconiano, spacciandolo pure per "relativismo"!!! Proprio come paragonare i partigiani ai "martiri" fascisti... UARGH!!!! mi fanno venire l'orticaria!
NON E' tutto relativo e BISOGNA prendere una posizione!!! altrimenti - come direbbe il nostro DL - ce lo mettono in quel posto e finiamo pure per goderne... tanto è "tutto relativo"!....
sfogo finito...
con rinnovata stima, affetto, ammirazione e chi più ne ha più ne metta
chiara
Studio Aperto assolve Berlusconi!
Ciao Daniele,
non trovando un indirizzo email a cui inoltrarti questa mail, te la lascio qui nei commenti.
Saluti.
Gentile dott. Luigi Galluzzo,
Le scrivo (purtroppo non al suo indirizzo personale, ma a quello della redazione romana della testata giornalistica per cui lavora, perché è l'unico indirizzo che sono riuscito a trovare) in riferimento al Suo servizio da San Donato Milanese andato in onda ieri, 19 maggio 2009, nell'edizione delle 12.25 di Studio Aperto.
Vorrei sapere quando e con che motivazioni il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato assolto nel processo Mills, come Lei sostiene.
Glielo chiedo perché, sa, io vivo in Germania, quindi, nonostante la prontezza e la capillarità dell'informazione in Italia, temo di essermi perso i dettagli di questa vicenda.
Cordiali saluti,
Francesco Torchia
Per chi non volesse crederci...
Ecco il video incriminato: http://www.youtube.com/watch?v=Rdo3s_A8vPI
Restiamo umani
Caro Daniele,
leggendo queste righe e questo scambio di e-mail torna in mente il titolo del tuo post sul reportage di Vittorio Arrigoni.
Davvero credo che questa tua "palestra", questo esercizio di una comicità umana che smaschera la realtà oppressiva, sia una cura contro questa cultura strisciante dei 20 anni di deriva social-piduist-fininvestiana.
Dovrebbe essere un esercizio quotidiano nelle scuole.
Una volta lessi un libro, "Hackers and Painters", di un tale Paul Graham, un guru della programmazione. Uno dei capitoli più interessanti era intitolato "What you can't say", e si incentrava sulla rottura dei tabù e delle convenzioni come strada da percorrere per arrivare a una creazione originale.
La tua palestra sembra poter andare oltre un semplice percorso di originalità. Lo sforzo non è soltanto quello di trovare "what we can't say" - e già così, almeno per noi italiani, è enorme - ma anche di trovare le motivazioni, la misura, il contesto giusto. E per arrivarci bisogna sforzarsi di essere molto più umani di quel che siamo.
Giuseppe