Quello che non sapete su Gaza

Il NYTimes di oggi pubblica un articolo interessante di Rashid Khalidi, professore di studi arabi alla Columbia, autore di “Sowing Crisis: The Cold War and American Dominance in the Middle East”.

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Quello che non sapete su Gaza

di Rashid Khalidi (NYTimes, 7-1-09)

Quasi tutto quello che siete stati portati a credere su Gaza è sbagliato. Alcuni punti essenziali sembrano mancare dal discorso, svoltosi per lo più sulla stampa, circa l’attacco di Israele alla striscia di Gaza.

Il popolo di Gaza
La maggioranza di chi vive a Gaza non è lì per scelta. Un milione e cinquecentomila persone stipate nelle 140 miglia quadrate della striscia di Gaza fanno parte per lo più di famiglie provenienti dai paesi e dai villaggi attorno a Gaza come Ashkelon e Beersheba. Vi furono condotte a Gaza dall’esercito israeliano nel 1948.

L’occupazione
Gli abitanti di Gaza vivono sotto l’occupazione israeliana dall’epoca della Guerra dei sei giorni (1967). Israele è tuttora considerata una forza di occupazione, anche se ha tolto le sue truppe e i suoi coloni dalla striscia nel 2005. Israele controlla ancora l’accesso all’area, l’import e l’export, e i movimenti di persone in ingresso e in uscita. Israele controlla lo spazio aereo e le coste di Gaza, e i suoi militari entrano nell’area a piacere. Come forza di occupazione, Israele ha la responsabilità di garantire il benessere della popolazione civile della striscia di Gaza (Quarta Convenzione di Ginevra).

Il blocco
Il blocco della striscia da parte di Israele, con l’appoggio degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, si è fatto sempre più serrato da quando Hamas ha vinto le elezioni per il Consiglio Legislativo Palestinese nel gennaio 2006. Carburante, elettricità, importazioni, esportazioni e movimento di persone in ingresso e in uscita dalla striscia sono stati lentamente strozzati, causando problemi che minacciano la sopravvivenza (igiene, assistenza medica, approvvigionamento d’acqua e trasporti).

Il blocco ha costretto molti alla disoccupazione, alla povertà e alla malnutrizione. Questo equivale alla punizione collettiva –col tacito appoggio degli Stati Uniti- di una popolazione civile che esercita i suoi diritti democratici.

Il cessate-il-fuoco
Togliere il blocco, insieme con la cessazione del lancio dei razzi, era uno dei punti chiave del cessate-il-fuoco fra Israele e Hamas nel giugno scorso. L’accordo portò a una riduzione dei razzi lanciati dalla striscia: dalle centinaia di maggio e giugno a meno di venti nei quattro mesi successivi (secondo stime del governo israeliano). Il cessate-il-fuoco venne interrotto quando le forze israeliane lanciarono un imponente attacco aereo e terrestre ai primi di novembre; sei soldati di Hamas vennero uccisi.

Crimini di guerra
Colpire civili, sia da parte di Hamas che di Israele, è potenzialmente un crimine di guerra. Ogni vita umana è preziosa. Ma i numeri parlano da soli: circa 700 palestinesi, per la maggior parte civili, sono stati uccisi da quando è esploso il conflitto alla fine dello scorso anno. Per contro, sono stati uccisi 12 israeliani, per la maggior parte soldati. Il negoziato è un modo molto più efficace per affrontare razzi e altre forme di violenza. Questo sarebbe successo se Israele avesse rispettato i termini del cessate-il-fuoco di giugno e tolto il suo blocco dalla striscia di Gaza.

Questa guerra contro la popolazione di Gaza non riguarda in realtà i razzi. Né riguarda il “ristabilire la deterrenza di Israele”, come la stampa israeliana vorrebbe farvi credere. Molto più rivelatrici le parole dette nel 2002 da Moshe Yaalon, allora capo delle Forze di Difesa israeliane:”Occorre far capire ai palestinesi nei recessi più profondi della loro coscienza che sono un popolo sconfitto.”

Il boomerang di Gaza

di Nicholas Kristof (NYTimes, 7-1-09)

In un momento in cui Israele sta bombardando Gaza cercando di schiacciare Hamas, vale la pena di ricordare che Israele stesso aiutò ad allevare Hamas.

Quando Hamas fu fondata nel 1987, Israele era per lo più preoccupata del movimento Fatah di Yasser Arafat e pensò che una organizzazione religiosa palestinese avrebbe aiutato a indebolire Fatah. Israele calcolò che tutti quei fondamentalisti musulmani avrebbero passato il loro tempo a pregare nelle moschee, così diede un giro di vite a Fatah e permise a Hamas di crescere come forza alternativa.

In Medio Oriente stiamo assistendo alla sindrome del boomerang. Il terrorismo arabo ha creato un appoggio ai politici israeliani di estrema destra, che hanno reagito duramente contro i palestinesi, che hanno risposto con altro terrorismo, ecc. Gli estremisti di entrambe le parti si sostengono a vicenda e l’assalto terrestre eccessivo di Israele a Gaza creerà verosimilmente altri terroristi nel lungo periodo. (...)

(il resto dell'articolo qui.)

noam chomsky su Gaza

Volevo segnalare questa interessante intervista a Noam Chomsky sulla Palestina:
http://it.peacereporter.net/articolo/13838/Chomsky%3A+Indebolendo+Gaza

Uso Improprio

Oggi sul TG1 si è affermato che il fosforo bianco non è contro alcuna convenzione internazionale, se non viene usato su obiettivi vicini a zone civili. Quindi l'ONU ha avviato un'indagine su un 'possibile uso improprio delle bombe al fosforo bianco'. Mi ricorda "Ossimoro ucciso da fuoco amico".

Ho notato che non fanno MAI vedere una cartina della zona del conflitto, come invece facevano per Iraq e Afghanistan. In effetti quando hai un'idea della geografia, la stronzata del rendere più sicuri i propri confini funziona meno.

Grazie Daniele!

Il tradimento degli intellettuali.

Giudico spesso gli interventi di Paolo Barnard fuori luogo, ma quest'ultimo mi trova totalmente d'accordo. Da Sofri non mi aspettavo nulla, ma da Marco Travaglio, che ci ha abituati ad analisi approfondite dei fatti e delle circostanze, avrei gradito qualcosa di più dettagliato di un "quelli tirano i razzi e quindi...".
Pare che quello petrol-religioso sia argomento troppo spinoso persino per uno che solitamente gioca col fuoco della corruzione, della politica, della mafia e del loro perverso intreccio. Non sarebbe ora di smettere i panni di osservatori faziosi che, tutto sommato, se ne fottono di quei poveri uomini, donne e bambini che da sessant'anni vengono ammazzati, cacciati, discriminati, accusati? Non sarebbe ora di prendere coraggiosamente una posizione netta contre la barbarie, mettendo da parte i maledetti distinguo, cercando per una volta di guardare oltre gli steccati di casta privilegiata quale siamo? Ci trinceriamo da oltre mezzo secolo dietro la comoda poltrona di chi non deve cercare di sopravvivere quotidianamente a embarghi e bombardamenti, e per tale motivo ci concediamo il lusso, sulla pelle degli altri, di volare su elucubrazioni filosofiche del diritto ad esistere di Israele, perdendo di vista il fatto che il diritto di esistere di un uomo non passa per la cancellazione dello stesso diritto per un altro uomo. Bene ha fatto Santoro ad incazzarsi, ad urlare stizzito che questo massacro non può sopportarlo. Male ha fatto Annunziata (da chi?) ad andarsene da Annozero perchè la trasmissione era troppo di parte. Quale parte? Infastidisce la verità? Si.
Ti faccio i miei complimenti per non esserti tirato indietro sulla questione. Anzi, a ben pensarci...ritiro i complimenti. Non hai fatto niente di particolare, ti sei solo comportato da persona che osserva le cose cercando di capirle, e non inghiottisce la prima pappa pronta che gli scodellano davanti al muso.

La lettera di Paolo Barnard
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=86

Hamas fires rockets after Israel kills six in Gaza

Caro Daniele,
a conferma di quanto affermato da Rashid Khalidi "Il cessate-il-fuoco venne interrotto quando le forze israeliane lanciarono un imponente attacco aereo e terrestre ai primi di novembre", sul The Guardian del 05 Novembre 2008 si poteva il seguente articolo:

Hamas fires rockets after Israel kills six in Gaza

Questa notizia è sfuggita alle maggiori testate italiane.
Probabilmente erano tutti troppo impegnati a masturbarsi per la vittoria di Obama.

Ciao, e grazie di tutto!

Federico

Amarcord , mitici anni '90

Guardavo su Youtube Panfilo Maria Lippi [mitico Daniele: fai un altro spettacolo, un Tabloid 2009 o 2010, all'Italia manca davvero tanto un vero giornalista come lui =) ] e alla fine del video si parla di Palestina e Carlo [della gialappas] dice che basterebbe che Israele restituisse Gaza ai palestinesi. Tu rispondi che non si può perchè Netanyahu l'ha intestata a sua moglie [ xD haha] ma vorrei farti una domanda: qual è il vero motivo per cui Israele non vuol lasciare Gaza ai palestinesi?

PS: il video in questione http://it.youtube.com/watch?v=_-h7Xs0SkdI

Perchè la vogliono tutta per sè. La storia è sempre una questione di geografia.

Allora...

lo dico sia per questo post che per quello delle interviste recenti.
Leggo Grillo e mi sento forte, senza bisogno di far nulla, pronto alla rivoluzione.
Leggo te e vedo 4 libri lasciati a metà sul comodino, mi sento tremendamente in colpa e mi metto a leggerli tutti e 4 contemporaneamente, accorgendomi che stavo perdendo tempo a masturbarmi davanti a youporn.
Insomma, grazie.

sul NY TIMES del 7 gennaio inoltre...

http://www.nytimes.com/2009/01/08/opinion/08kristof.html?_r=1&em

The Gaza Boomerang - by N. D. Kristof

At a time when Israel is bombing Gaza to try to smash Hamas, it’s worth remembering that Israel itself helped nurture Hamas. When Hamas was founded in 1987, Israel was mostly concerned with Yasser Arafat’s Fatah movement and figured that a religious Palestinian organization would help undermine Fatah. Israel calculated that all those Muslim fundamentalists would spend their time praying in the mosques, so it cracked down on Fatah and allowed Hamas to rise as a counterforce.

[...] Israel’s strategy has been to make ordinary Palestinians suffer in hopes of creating ill will toward Hamas. That’s why, beginning in 2007, Israel cut back fuel shipments for Gaza utilities — and why today, in the aftermath of the bombings, 800,000 Gaza residents lack running water, Ms. Bashi said.

Articolo estremamente interessante, dateci un'occhiata. E grazie Daniele per il post. Questi sono giorni spietati, è difficile credere che tutti preferiscano voltarsi dall'altra parte e far finta di nulla. Ancora una volta dimostri una coerenza più unica che rara.
Grazie davvero.

Concordo

Sono pienamente d'accordo con te

Giangio

informazioni in italiano

Ho letto che qualcuno si lamentava della difficoltà di trovare news in italiano su Gaza.
Per chi ha problemi con l'inglese, consiglio il blog di Vittorio Arrigoni, il quale scrive anche sul Manifesto e vive a Gaza (è quindi uno dei pochi giornalisti nella striscia).
http://guerrillaradio.iobloggo.com/
Buona lettura!
Andrea

Lo consiglio vivamente anch'io. Vittorio Arrigoni è formidabile.

Una giustificazione ingiustificata

Grazie dell'articolo, e grazie a tutti per i link utili ad una più adeguata informazione.

C'è poco da dire su come l'argomento della guerra a Gaza viene trattato (o meglio viene trattato in parte). Io mi limito a vedere il comportamento di mio padre che continua ormai da anni a giustificare la violenza di Israele per quello che è successo nella Seconda guerra mondiale.
Difendere Israele senza se e senza ma. L'informazione dovrebbe fargli cambiare idea, ma non è così. Non è facile per chi non conosce l'inglese ottenere informazioni. A guardare le news o a leggere i nostri giornali Gaza sembra una regione dove abitano terroristi o al più famiglie di terroristi. Dove donne, bambini, e persone anziane vengono trattati come criminali di guerra. Nessuno si stupisce o si scandalizza più.

Al contrario, ci scandalizziamo se una bandiera di Israele viene bruciata.

filippo

tabula Gaza

Hanno cacciato da Gaza giornalisti e stranieri. Non fanno neanche entrare le ambulanze dall'Egitto perchè non sono considerate "medical equipment". Ma perfino al tg3 oggi una concitata Lucia Goracci dalla tranquilla e modernissima Haifa presentava un servizio video di quasi 5 minuti su un ospizio israeliano (a Gaza non funzionano neanche gli ospedali, altro che ospizi) colpito da un razzo (ma senza vittime..). Sarà per la par condicio?

http://ingaza.wordpress.com/
http://www.tabulagaza.blogspot.com/

Parole e informazione

E' vero. Indubbiamente. Sono soltanto parole,ma quanti hanno il coraggio di dirle, di pubblicarle? E soprattutto, quanti Italiani, quanti cittadini di questo mondo conoscono la realtà che le parole di questo post ci spiegano?
Purtroppo la dis-informazione mediatica (nonchè la censura, quella tu stesso hai provato ripetutamente sulla tua pelle, caro Daniele) avvolge tutti gli spettatori e li anestetizza, rendendoli indifferenti rispetto alla realtà.
"Crediamo soltanto a ciò che vediamo. Perciò, da quando c'è la televisione, crediamo a tutto - Hildebrandt Dieter"
E il problema è che la televisione italiana è rigorosamente parziale.
Con tanta stima.

Quelli di Gaza contano meno di quelli di Beslan?

Aspettavo una tua su Gaza ed è arrivata. Grazie.

Grazie

Grazie per l'articolo Daniele, davvero interessantissimo.
Mi sono permesso di riportarlo sul mio blog (http://alessandrotauro.blogspot.com/) così come l'hai presentato e tradotto, dal momento che da diversi giorni sto trattando il tema dell'interminabile massacro a Gaza, e visto che ritengo l'articolo in questione davvero una perla di informazione.
Nonostante faccia del mio meglio per informare come posso su tutta la faccenda, mi sembra di stare sprecando il mio tempo e le mie energie parlandone solamente...
L'impotenza è la sensazione che sento più forte tra tutte in questo momento. Forse seconda solo alla rabbia, allo sconcerto e al dolore.

Grazie ancora, per questo e per tutto il resto.

All You Know Is Really Wrong

A conferma della disinformazione ad hoc, scopro che molte delle notizie che leggiamo provenienti dal mondo arabo, vengono tradotte e distorte a favore di Israele dal Middle East Media Research Institute (MEMRI), il cui co-fondatore e presidente è Yigal Carmon, un colonnello che ha servito per 22 anni l'intelligence israeliana. Altre amenità su questo istituto sul seguente link che segnalo: http://www.peacelink.it/mediawatch/a/6396.html

la disinformazione confermata dal glasgow media group

rimando a qst proposito l'analisi puntuale (in merito al silenzio planetario sullo sterminio dei palestinesi)di GIULIETTO CHIESA.
"La domanda è questa: come è possibile che decine di mass media, tutti i più importanti, centinaia di giornalisti, migliaia di diplomatici, di ministri, di parlamentari, di uomini di governo (lascio da parte, per ora, i milioni di spettatori e lettori, vittime delle precedenti categorie) possano non vedere la monumentale incongruenza tra i fatti e la loro narrazione? Tra le affermazioni che sostengono e i fatti? C’è una logica in questa follia?
C’è, e viene da lontano.

Il Glasgow Media Group (rete di accademici e ricercatori britannici che da trent’anni monitora i media del Regno Unito) ha pubblicato un’analisi di come quei media hanno "coperto" il conflitto israelo-palestinese. (per saperne di più e in dettaglio si legga su www.megachip.info, che ha ripreso un articolo uscito su www.senzasoste.it). Il GMG ha analizzato 200 differenti edizioni dei Tg della BBC e di ITV News e intervistando più di 800 persone che hanno assorbito i loro messaggi. Il tutto in un periodo preciso, gli anni tra il 2000 e il 2002.
Ebbene, ecco, in sintesi, i risultati.
Gli spettatori del Regno Unito hanno capito poco e male le cause del conflitto, le sue origini gli sfuggivano. Ma hanno assorbito in generale le spiegazioni date dal governo israeliano. Anche perché, si capisce, le fonti israeliane ascoltate e viste erano più del doppio di quelle palestinesi. A rafforzare la monodimensionalità del messaggio sono stati chiamati numerosi parlamentari e senatori americani, invariabilmente favorevoli a Israele, a prescindere. I bambini palestinesi risultavano quasi sempre vittime del "fuoco incrociato" tra palestinesi e israeliani. Buona parte degli spettatori non sapeva cosa fossero i "territori occupati", e neppure chi fossero gli occupanti, se israeliani o, per caso, gli stessi palestinesi. Quasi tutti gl’intervistati pensavano che gl’incidenti erano sempre iniziati dai palestinesi e che gl’israeliani non facevano che reagire alle offese subite. La maggioranza del pubblico concepiva gl’insediamenti dei coloni israeliani come pacifiche comunità di agricoltori minacciate dall’aggressività araba. Il numero dei morti israeliani risultava di molto superiore a quello dei morti palestinesi, sebbene il tragico conto della seconda Intifada dica che il rapporto delle vittime delle due parti fu di cinque palestinesi contro uno israeliano.
Possiamo fermarci qui.

Il caso di Israele è un’eccezione? Niente affatto. Queste tecnologie informative sono state sperimentate in tutti gli scenari di conflitto , senza eccezione alcuna. Negli ultimi vent’anni, anzi, esse si sono affinate e migliorate, nel senso della loro efficacia manipolatrice. Si veda, come esempio più recente, la "copertura" della guerra di Georgia contro l’Ossetia del Sud. L’intero mainstream occidentale ha assunto come standard questa intelaiatura al tempo stesso linguistica, concettuale, temporale, funzionale: il pensiero unico integrato con il messaggio unico. "....
il resto dell'intervento su

http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8506

emergenza umanitaria

Il Ministro degli esteri Israeliano Livni ha dichiarato che "a Gaza non c'è un'emergenza umanitaria".
Se non c'è emergenza umanitaria a Gaza sicuramente ce n'è una molto grave nella testa del ministro...

Poche parole ma

efficaci per far luce su chi veramente non vuole la pace.

Parole

Parole Daniele, e ancora parole, ma nulla di concreto contro queste barbarie da parte di chi ancora piange i morti di 50 anni fa, morti molte volte usati come giustificazione per le proprie azioni.
Io vivo a Buenos Aires da un anno oramai, qui nei giorni scorsi, come in tutto il mondo ci sono state manifestazioni contro la politica di guerra israeliana, ma l'unico stato che almeno ha fatto un'azione simbolica é stato il Venezuela, dove il presidente Ugo Chavez ha espulso l'ambasciatore di Israele.
Quella dell'espulsione degli ambasciatori é pratica usata da queste parti. Non molto tempo fa gli ambasciatori degli Stati Uniti sono stati espulsi da Venezuela, Bolivia(da dove tra l'altro anche la DEA-agenzia antidroga USA- é stata espulsa dal paese)e Uruguay.
Se veramente l'UE ha intezione di farsi sentire, inizi dall'interrompere i rapporti di interesse con Israele, basta con le inutili parole di sdegno.