Il gusto di nominare le cose

Cancellato dalla tv, l'attore torna in teatro e lancia le sue battute al vetriolo

Il gusto di nominare le cose
Lo showman ha portato all'Ambra Jovinelli l'intera trasmissione sospesa. Fuori, un megaschermo per chi non è potuto entrare. Da Benedetto XVI al matrimonio, va in scena l'Italia del sacro integralismo

di Gianfranco Capitta ( il manifesto, 18/12/07 )

Daniele Luttazzi si è visto chiudere il suo Decameron su La7, ufficialmente perché aveva fatto bersaglio di uno dei collaboratori principali dell'emittente Telecom, Giuliano Ferrara. Ma tutti hanno pensato che in realtà la decisione fosse scaturita dalla puntata che l'artista aveva appena registrato, dedicata alla religione (che è una delle parole chiave della testata chiusa) e in particolare al cattolicesimo targato Ratzinger.

Domenica, all'Ambra Jovinelli, è stata la serata della verità. Luttazzi ha portato nel teatro dell'Esquilino, impresa titanica, l'intera sua trasmissione (mancava solo la pubblicità, annunciata ogni volta ma senza che si vedessero gli spot). L'ingresso era gratuito, il pubblico straboccava, in fila per ore nonostante il freddo di questi giorni, e quelli che non sono riusciti a entrare hanno seguito lo show su un grande schermo davanti al teatro. In compenso, dentro la sala erano quasi del tutto assenti i soliti noti: una sola parlamentare (Tana de Zulueta) e Sabina e Corrado Guzzanti. Nessun altro si è sentito coinvolto o in dovere di partecipare almeno per pura testimonianza. Lo show business e la politica continuano evidentemente ad avere un potere inibitorio molto forte.

L'attore (già, ma come sarebbe meglio definirlo, lo showman, il «satiro», o semplicemente l'intellettuale, o il cittadino Luttazzi?), non si è risparmiato. Per quasi due ore ha mitragliato gli spettatori con i suoi ragionamenti ineluttabili, le considerazioni e le notizie prese dai giornali e tutte documentate, le deduzioni da detective. Ha una cultura straordinaria, acuta e variegata, che non risparmia nessun campo, e tanto meno nessun bersaglio. E rispetto a Papa Razzy (dato l'argomento al centro della puntata oscurata), sarebbe stato facile aspettarsi delle tirate facili, notazioni e ironie che il personaggio semina e attira come una calamita, con molto senso dell'autopromozione e poco pudore rispetto a quello che ci si aspetterebbe dal suo ruolo.

E invece Luttazzi, per denunciare l'invadenza e l'ignoranza vaticana (e la simmetrica soggezione del Palazzo) cita i vangeli e l'antico testamento, la scienza e l'antropologia, la storia della chiesa e la letteratura, la patristica e la tomistica. E se le usanze dei Cananei e le tesi di Tommaso d'Aquino impongono un minimo coefficiente di attenzione, si alleggerisce presto con il canone curiale dell'abito cardinalizio. Senza nemmeno un'allusione velata agli eccessi modaioli di sua vanità, pur non risparmiando mezzi, l'artista colpisce più crudelmente. Citando sciocchezze affettuose della memoria collettiva (le rubriche della Settimana enigmistica) che danno solo la misura della banalità della politica e delle imprese nazionali di oggi.

Non rinuncia certo Luttazzi, a tutto quel patrimonio di sessualità ingorda e di scatologia ributtante in cui pure navigano informazione e intrattenimento, purché la «materia» non sia esplicita. Lui invece ha un gusto sadico nel chiamare le cose per nome. Merda e pompini per lui tali sono, in senso letterale come in quello figurato. Poi, ogni tanto, con delle frenate improvvise, con lo stesso sorriso vispo e soave, trae delle conseguenze o delle conclusioni del discorso, e sono dolori per tutti, tanto è forte la sua critica sociale e puntuto il suo ragionamento. E può citare Muraro o gli psicanalisti francesi, a pieno titolo, anzi dispiegando nella satira una umanità insperata e perfino rassicurante.

A commento della sua condizione attuale, di censura al quadrato dopo l'editto bulgaro e quello «illuminato» de La7, ripete la visione di Ferrara nella vasca da bagno con quel che segue. Applica la cristologia a buon mercato che il papa cerca di riportare in auge, alla fede oscena dei consumatori di hamburger. Sulla negazione dei diritti civili alle coppie, lancia l'interrogativo inquietante e ovviamente retorico se «si debba considerare sacro tutto quello che si fa davanti a un prete». Sottolinea il «femminismo» strumentale del papa, «che di donne non ne avrà mai conosciute». Insomma è davvero inarrestabile, un vulcano di risate amare, che porta sulla scena in una forma nuova e non più solitaria. Attorno a lui allinea infatti un gruppo di giovani attori (qualcuno di alta scuola ronconiana, come Gianluigi Fogacci), divertiti e sorpresi anche loro della reattività del pubblico, inusuale in teatro.
È che difficilmente uno spettacolo (e tanto meno la nostra televisione) divengono uno specchio tanto fedele e stringente della nostra vita e dei nostri rapporti. E mai vi si dice, con le cose chiamate con il loro nome, quello che spesso è inconfessabile in società. Il dottor Luttazzi invece lo dice, e ci fa pure ridere sopra. Di una risata così acida da procurare qualche scompenso. Dev'essere per quello che quei filantropi dei censori lo vogliono togliere di mezzo, in tutti i modi.

Risate amare politica assente
di Norma Rangeri

Una serata di risate amare. Non di quella specie rara, di cui è stato interprete Daniele Luttazzi di fronte al pubblico dell'Ambra Jovinelli. Le risate che scattano quando l'oggetto è drammatico («ho dodici anni, i miei genitori mi portano a Disney: vuol dire che sto morendo di cancro?»). Di questa particolare specie di satira Luttazzi è un campione e in un'ora e mezzo di spettacolo ne rovescia da fare indigestione. Le risate amare di cui parliamo noi appartengono a un sentimento di claustrofobica impotenza.

Siamo lì riuniti come una specie di setta carbonara, a vedere e ascoltare quello che a milioni di telespettatori è proibito vedere e ascoltare. Siamo cittadini di serie B, prigionieri di un paese con un numero spropositato di reti, e nemmeno una in grado di accogliere la satira che sparge sale sulle ferite («dopo tanto che non riuscivo a rimanere incinta, ora ho otto gemelli: è un messaggio di dio», «no», replica Luttazzi, «hai presente quando non riuscivi a rimanere incinta? quello era il messaggio»).

La satira, specie sulla religione, in un paese arcicattolico, dovrebbe essere considerata una manna dal cielo. Perché «se al sacro togli il profano ti resta solo l'integralismo», come dice Luttazzi con tutta la «tristezza di ripetere queste cose 200 anni dopo Voltaire». Invece eccoci impegnati a pubblicare sul giornale alcuni stralci di un testo vietato perché scritto da un autore che osa rovesciare il senso comune pescando nella filosofia (Gilles Deleuze, Luisa Muraro, Felix Guattari), nella manipolazione miracolosa («ascolto Radio Maria come fosse un racconto di fantascienza di Philip Dick»), nella politica («Prodi è ricoverato per allucinazioni: crede di essere a capo di una coalizione»).

Ed è proprio lei, la politica, la grande assente tra le poltrone celesti dell'Ambra Jovinelli. In teatro non c'era nessun rappresentante del popolo, unica eccezione Tana De Zulueta. A dimostrazione del fatto che, al di là delle dichiarazioni di circostanza, nella lunga lista della «buona politica», messa in campo dal Partito Democratico, non c'è spazio per la difesa di un pensiero senza dio. Nemmeno la Cosa Rossa (che, con un lapsus, l'attore chiama la "croce rossa") ha sentito l'urgenza di partecipare in prima fila alla battaglia di un cane sciolto. Confermando di non essere mai stata alla testa e all'altezza di una mobilitazione per riformare il sistema della televisione italiana. Salvo chiedere (comunisti, riformisti...) di salire sul palco quando le manifestazioni girotondine riempivano le piazze.

Anzi, ultimamente non si fa in tempo a stare dietro a quanti ci tengono a far sapere di essere rimasti colpiti sulla via «del sentimento religioso», pudica perifrasi che naturalmente non c'entra niente con l'amore per il buddismo, e molto, invece, con la marcia di avvicinamento alle mura vaticane.

Così come, ad eccezione dei fratelli Guzzanti, nessun altro attore di quelli che hanno libero accesso al piccolo schermo, era presente nella sala gremita di ragazzi. Sarà perché Luttazzi non appartiene alle lobby che contano? Sarà perché insieme a Sabina e Corrado, resta uno dei pochi a sputare nel piatto dove mangia? Uno dei pochissimi a non fare spot pubblicitari?

Spot pubblicitari? Ne farei, se me li offrissero. Non ci trovo nulla di male. :-)

Cazzata o stronzata?

Il direttore de LA7 Antonio Campo Dall'Orto, in un'intervista al Corriere, dice: "Luttazzi ha offeso il pubblico!"
CAZZATA O STRONZATA?

Mi mancano le tue imperdonabili offese, Daniele. Mi manchi da morire. E non basta comprare Lepidezze Postribolari e farmelo regalare per Natale dai miei per colmare il vuoto.

Michele

caro daniele felice 2008

decameron era per me l'unica trasmissione imperdibile: non tutto mi piaceva, ma quello che mi piaceva mi manca assai.
invece quello che non manca sono i commenti di aldo grasso o la stupida intervista a campo dell'orto sul sito di repubblica, gli sproloqui di ferrara e le telfonate di saccà-berlusconi: un bella foto di gruppo, il solito fascismo, la solita mafia e molta ipocrisia.

buon 2008

Campo in ferro

Grazie un miliardo per aver parlato del Campo in ferro (e in uranio) di Spezia.
Come uccidere causando inutili sofferenze è un capolavoro.
E in televisione rendeva il triplo che in teatro.
E' stato il monologo comico più potente che io abbia mai visto in televisione. Infatti mi sa che è l'ultima volta.
Basta, è l'ultima cosa che ti scrivo.
Stammi bene.

Il dito e la luna

Maddai,
è imbarazzante come questa faccenda somigli al proverbio "quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito".
Odio quando l'attualità ricalca i proverbi.
Io e il mio ragazzo ci siamo davvero rovinati dalle risate, guardando la puntata sull'Iraq.
Ed è straordinario, perchè in quanto gay riteniamo nostro dovere politico ridere solo per la satira sul Papa.
E invece ci siamo pisciati addosso dal ridere (in senso figurato); così tanto che abbiamo pensato "adesso lo censurano" e ora non sappiamo se siamo stati veggenti o abbiamo solo portato sfiga.

E' terribile che in tanti mi abbiano detto: "ma a me non faceva ridere, non mi interessa se lo hanno censurato"; eh certo! Come ad aver detto: "non capisco una sega di Einstein e Freud, che mi importa delle leggi razziali?"

[Grazie Daniele per aver parlato della base di Vicenza. Davvero. Ci siamo ricordati di esistere.]

un ultimo appunto.

uff!!!
se c'è una cosa che mi dispiace veramente è l'interruzione di A Babbo Morto... c'era il Luttazzi del passato col Luttazzi del futuro.

criminali!!

ok. ora questo blog può tornare slow e one-to-one ;)

Vamos Daniele!

L'altro giorno stavo pensando di fare come Von Kleist,anche se una ragazza che mi accompagnasse non ce l'avevo..ma sì chi me la fa fare,mondo difficile,vita intensa,felicità a momenti e futuro incerto(come diceva Carotone),ci aggiungerei anche paese mediocre,politici corrotti,leccapiedi ovunque..poi ho visto che avevano sospeso Decameron e ho trovato il senso:vivere per rompergli le palle,per cercare di sistemarla quest'italietta indegna..sei un esempio Daniele,continua così,finchè ci sarà gente come te avrà un senso provarci!
Sono sicuro che non me la pubblichi questa(censore:-))ma sentivo il bisogno di farmi sentire.
Ci si vede ad Assago a Gennaio,
con ineffabile stima,
Stefano,un affezionato.

Non Credo

Nella risposta di La7 (che ho letto sul portale Libero) viene ricordato che Maurizio Crozza ha deciso di interrompere le sue innocue imitazioni del papa di sua spontanea volontà. Perchè aveva totale libertà.
Sotto quanta pressione avvengono queste scelte libere? Scelte fatte sotto minaccia sono considerate libere?

Ai conduttori televisivi, agli autori, ai direttori di rete...gli fà schifo il pensiero illuminato? Quello che insegnano ad Oxford e Cambridge...è merda?

Dovrebbero schierarsi tutti in tua difesa Daniele. Ma, sfortunatamente, credo siano persone poco educate. Male educate. Troppo Baudo...troppo poco Russell.

Quando Berlusconi ha comprato Endemol, che produce Fazio e la Bignardi, entrambi i conduttori hanno detto che non c'è problema, dato che a loro viene garantita massima libertà. Dicono di Berlusconi la stessa cosa Mentana e Costanzo. Ma è ovvio che gli lasciano totale libertà: sono OMOLOGHI. Che paura fanno? ( E così giustificano il modo con Berlusconi ha edificato il suo monopolio tv e quindi il suo potere politico: falsi in bilancio, corruzione di giudici tramite Previti, cerniera con la mafia grazie a Dell'Utri, e decreti legge di Craxi ricompensati con fondi All Iberian. Non c'è problema! ) DL

UN MONOLOGO SCOMODO

Caro Daniele,
ieri ho letto il bellissimo monologo che hai portato in teatro domenica ed ho avuto la definitiva conferma che la causa della chiusura di "Decameron" sta proprio nel suo contenuto. In Italia non esiste nessuna TV con sufficiente coraggio per mandare in onda un discorso di questo tipo. Proprio per i motivi citati da Capitta nel suo articolo: troppo acuto, troppo documentato, troppo articolato per poterlo liquidare con le solite risposte di circostanza del solito presidente della CEI che si dice indignato per gli attacchi alla religione cattolica. Li hai messi troppo violentemente di fronte alle loro contraddizioni.
Quelli di La 7 ci hanno provato: hanno voluto giocare a fare i liberali, ma alla prova dei fatti sono stati presi da sacro terrore ed hanno gettato la maschera. Sai che stavolta mi ero quasi illusa? Avevo osato sperare che i cinque anni di nulla seguiti al diktat bulgaro ed il modo vergognoso in cui è stato strumentalizzato perfino il ricordo del grande Enzo Biagi, avessero insegnato qualcosa e stessimo lentamente risalendo la china. Invece ci ha pensato La 7 a ricordarci che questa è la realtà e non un film fantasy.
Anche se un po' in ritardo, volevo esprimerti tutta la mia stima, il mio affetto e la mia solidarietà.
Tanti auguri per un fortunatissimo nuovo anno!
Lucia

promessa non mantenuta

http://www.spumone.net/work/hope.jpg

:D

ciao

Molti chiedono delle scuse e allora....

Daniele... vai a 8 e mezzo e recitagli questo. :D


Io Luttazzi Daniele, fig.lo del Mio Babbo, dell'età mia d'anni 46, constituto personalmente in giudizio, e inginocchiato avanti di voi Emin.mi e Rev.mi Direttore, in tutta La7 contro l'eretica pravità generali Inquisitori; avendo davanti gl'occhi miei li sacrosanti Vangeli, quali tocco con le proprie mani, giuro che sempre ho creduto, credo adesso, e con l'aiuto di Dio crederò per l'avvenire, tutto quello che tiene, predica e insegna il S.o Direttore Antonio Campo Dall'Orto. Ma perché da questo S. Off.io, per aver io, dopo d'essermi stato con precetto dall'istesso giuridicamente intimato che omninamente dovessi lasciar la falsa opinione che la satira non deve essere volgare, e che non potessi tenere, difendere né insegnare in qualsivoglia modo, né in voce né in scritto, la detta falsa opinione, e dopo d'essermi notificato che detta opinione è contraria alla Sacra Morale Pubblica™, prodotto e trasmesso in tv un programma nel quale tratto l'istessa opinione già dannata e apporto ragioni con molta efficacia a favor di essa, senza apportar alcuna soluzione, sono stato giudicato veementemente sospetto di volgarità e insulto, cioè d'aver tenuto e creduto che la satira fosse libera e possa fare uso di un linguaggio anche colorito;

Pertanto volendo io levar dalla mente delle Eminenze V.re e d'ogni fedel Cristiano questa veemente sospizione, giustamente di me conceputa, con cuor sincero e fede non finta abiuro, maledico e detesto li sudetti errori e eresie, e generalmente ogni e qualunque altro errore, e eresia e opinione contraria alla S.ta La7; e giuro che per l'avvenire non dirò mai più né asserirò, in voce, in Tv, in Teatro o in scritto, cose tali per le quali si possa aver di me simile sospizione; ma se conoscerò alcun satirico o che sia sospetto di satira lo denonzierò a questo S. Offizio dove mi trovarò.

Giuro anco e prometto d'adempire e osservare intieramente tutte le penitenze che mi sono state o mi saranno da questo S. Off.o imposte; e contravenendo ad alcuna delle dette mie promesse e giuramenti, il che Dio non voglia, mi sottometto a tutte le pene e castighi che sono da' sacri canoni e altre constituzioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate. Così Dio m'aiuti e questi suoi santi Vangeli, che tocco con le proprie mani,

Io Daniele Luttazzi sodetto ho abiurato, giurato, promesso e mi sono obligato come sopra; e in fede del vero, di mia propria mano ho sottoscritta la presente cedola di mia abiurazione e recitatala di parola in parola, in Roma, nel convento della Minerva, questo dì 19 Dicembre 2007.

Io, Daniele Luttazzi ho abiurato come di sopra, mano propria.

LOL DL

A toccu lentu...

Caro Daniele,
non ho la pretesa di essere pubblicato, non è questo che mi spinge a scrivere.

Vorrei solo esprimere il mio dispiacere, sfogare la mia rabbia attraverso questi pensieri sparsi: forse mi prendo troppo sul serio ma tant'è, non riesco a "...centellinare la bile...".
Il risultato è dato da una invocazione, un atto d'accusa e un irrocco!

L'invocazione
Confido nel tuo carattere e nella tua forza interiore, ti chiedo di resistere, resistere, resistere...

L'atto d'accusa (liberamente tratto dal verso di una canzone di F. De Andrè)
Voi che avete permesso tutto questo, che avete cancellato una voce libera ed impedito noi di godere della sua satira, che muovete i fili e tessete le trame dei nostri giorni "...sappiate che la morte vi sorveglia, gioir nei prati o fra i muri di calce, come crescere il gran guarda il villano finché non sia maturo per la falce...".

L'irrocco (liberamente tratto da un'antica espressione dialettale barbaricina)
A boisi chi azzis censurau cust'omine, chi azzis irmenticadu s'importantzia de sa libertade, a boisi chi azzis fattu tottu custu, a toccu lentu bos sonene sas campanas de cresia!!!

Buone Feste da Rimini

Ciao Daniele,
la signora Lia Celi e il sottoscritto ti ricordano nelle preghiere prima di ogni pasto, che pronunciamo ogni volta secondo i canoni di religioni diverse, alcune anche inventate da noi stessi. Oggi ti mandiamo affettuosi sensi natalizi, stai bene e fatti vivo presto.

Lia Celi, Roberto Grassilli

Ciao, Lia! Ciao, Roberto! Buone feste. A s'avdém. DL

complimenti

siamo tt con te...ti darei un bacio sulle labbra..se tu le avessi :)

:-) DL

Caro Daniele, non importa se

Caro Daniele, non importa se mi non potrai pubblicarmi, spero almeno che tu mi legga. Se penso alla grandezza della tua arte mi commuovo, e quando mi scontro con qualcuno sul tema "limiti della satira", lotto coi denti per farli ragionare! D'altronde, se sono riuscita a portare mia madre da fedele pecorona di Berlusconi a pericolosa pensatrice libera di sinistra, ce la potrò fare con tutto il resto. Nutro per te una stima superiore, e se oggi posso eseere fiera di tutte le cose che so lo devo soprattutto a te. Mi hai dato centinaia di spunti per le mie ricerche e la mia sete di verità, e di questo ti ringrazierò sempre. Sono cresciuta e ho sviluppato un occhio critico, autonomo, consapevole. Sai sto leggendo un libro bellissimo che magari tu avrai già letto da un pezzo, ma se così non fosse permettimi di segnalartelo. L'autore è Stanley Cohen e il tiolo è "Stati di negazione. La rimozione del dolore nella società contemporanea". Ti aspetto al teatro a Cattolica. Con immenso affetto. A presto, Daniela.

Un abbraccio immenso

per te, Daniele!
Speriamo di meritarti in questo 2008... [io ho i miei dubbi, ma chissà!]
TI PREGO, non smettere mai di stimolare la nostra intelligenza, il nostro senso critico, non ti arrendere a questo schifo, ché per quanto possa contare, noi siamo con te e, soprattutto, non smettere di farci ridere e riflettere come solo tu SAI E PUOI FARE.
"In te sta la delizia
come sta la crudeltà nelle spade"

grazie,

Lucilla

imagine.....you may say I'm a dreamer but I'm not the only one

SOGNO LE TUE PUNTATE e....devo dire che l’ultima in cui citavi Ferrara e Co. è stata per me a dir poco eccitante.
D.L. facci sognare ancora…non demordere!
Le tue capacità sono straordinarie.
Ho registrato la puntata suddetta e l’ho rivista varie volte. Si commentava da sola, non è per tutti!!!!! Ma meglio così…………è un privilegio poter avere il senso dell'umorismo.
Spero di vederti presto a Piacenza.
D.L. hai talento da vendere......
nico

Vai a dormire...

Caro Luttazzi, anche se so per certo che, dato il tuo modo di giudicare con due pesi e due misure, cancellerai questo commento voglio dirti una cosa:

Oltre a non fare ridere (la tua comicità è volgare e grossolana) sei la dimostrazione vivente che un essere umano come te può costruire la propria visibilità mediatica e la propria carriera professionale solo TRAMITE SCONCERIE e APPOGGIO MORALE (si muò chiamarlo tale??) DELLA SINISTRA E DEL COMUNISMO di cui tu ti fai portatore sgangherato e folle.

Con questo ti faccio sapere che il mio ribrezzo nei tuoi confronti è massimo.

Buon 2008, sperando che ti faccia mettere la testa sulle spalle.

I format berlusconiani ti hanno informato male. Non sono mai stato comunista in vita mia. Quanto alle sconcerie, è tutta questione di punti di vista. Non ridi alle mie battute perchè il loro bersaglio sei tu. DL

Siamo "tutti" così

Caro Daniele,dopo aver letto un articolo di Giorgio Bocca su "Il Venerdì" (inserto domenicale de "La Repubblica")dove si chiedeva perchè tanti italiani amano Berlusconi,ho avuto la conferma di teorie che fortunatamente non solo io avevo.Gli italiani amano Berlusconi perchè la maggioranza è come lui.Indifferenti alle regole e completamente ignorante del termine e del concetto di MORALE.In generale,e vedendo quel che hanno fatto nei tuoi confronti i grandi capi di La7,tutti siamo in parte colpevoli,perchè permettiamo cose simili.Siamo un popolo che dorme,che si sveglia solo se è il nostro orticello ad essere toccato.Il resto tutte chiacchere da bar.
Sei un Uomo eccezionale,e forse il tuo ego questo lo sa,ma cosa che forse ti stupirà e che per molti,me compreso,sei un esempio,un modello di libertà intellettuale e tempra morale.Ti hanno fatto cadere tante volte,credo lo faranno ancora,e comunque ti sei sempre rialzato a testa alta,continua a farlo ti prego,ne abbiamo davvero bisogno.
Sei un grande,buon Natale Daniele!

Cuore

Ciao Daniele,
per quel poco che può valere volevo dirti che dopo 15 anni da lettore di La Repubblica, sono rimasto talmente schifato da come hanno trattato tutta la vicenda della censura nei tuoi confronti da parte di La7, che ho deciso di non comprarlo più.
Non leggerò più alcune firme che mi piacciono ancora ma dopo le parole di Sofri, Serra (Michelino ti prego..: Noooooooooo!), le domande di Assante a Corrado G., la falsa accusa di plagio, le opinioni di Zucconi su di te e sulla vicenda devo dire proprio che mi hanno spezzato il cuore.

un abbraccio e buon Solstizio d'Inverno!
p.s.
se non sai dove passarlo vai a Santa Cristina (NU), a pochi metri dalla statale, c'è uno villaggio nuragico con annesso tempio delle acque (1.300 A.C. circa); all'alba del 21 dic. la luce del sole scende lungo la scala del tempio e si bagna nelle acque del pozzo sacro. Dimenticavo di dirti: c'è anche un villaggio cristiano con chiesetta romanica (1.200 D.C. circa) che tutt'ora sono abitare solo durante le ricorrenze religiose che si celebrano negli stessi periodi e negli stessi luoghi delle feste antiche... Della serie: "le radici delle radici cristiane".

LE VITAMINE VITALI

Caro Daniele, l'articolo di Gianfranco Capitta, se non fossi troppo peloso me lo tatuerei sulla schiena. E' di una ricchezza morale spaventosa, fantastica.
E' di gente come voi che l'Italia ha bisogno. Gente laica, repubblicana, onesta. Vi auguro tutto il bene..

AUGURI!

Slow,one-to-one o come è adesso per me non cambia molto perchè non vengo pubblicata mai...però non mi arrendo e comunque BUONE FESTE E BUON 2008 di cuore Luttazzi!!!

GRAZIE

Le tue avventure saranno senz'altro mirabolanti e non saremo li a sostenerti e acclamarti!

GRAZIE DANIELE E AUGURI A TUTTI.

grazie di cuore

beh, che dire? niente che non sia già stato detto. allora grazie, Daniele. grazie per la voglia, la tenacia, la costanza, l'integerrimità, la soavità, la gentilezza che evapora come un'aura magica dalle parole assai terrene che fiondi addosso ai tuoi obiettivi satirici e non militari. grazie per il fatto che, avebdo un'intelligenza non comune, hai deciso di mettera a che a disposizione degli altri. grazie per l'onestà intellettuale che ti permette di girare a testa alta, come dovrebbe essere concesso a pochi. sappi che nonostante tu non ne abbia avuto intenzione esplicita, hai comunque gettato un seme: non quello della foga giustizialista condita di ignoranza e maccartismo al contrario (quella la lasciamo ad un certo Beppe G. e ai suoi adepti), ma quella vera, sana e libertaria della consapevolezza personale che si fa prassi quotidiana, che ti lascia la libertà di fare dei distinguo, che ti permette di essere problematico e complesso perché la vita è problematica e complessa. In un mondo in cui le informazioni sono alla portata di tutti, nessuno dovrebbe avere il cattivo gusto di addurre l'ignoranza come una scusa. certo: fanno di tutto per tenerti ignorante, ma si ostinano a non voler capire che la verità è come l'acqua. ne hai bisogno per vivere, non va sprecata e non puoi pensare di tenerla in eterno in un ambiente chiuso. prima o poi corrode anche la pietra. abbi la pazienza dell'acqua e la sua inesorabilità. per contro sarà bello abbeverarsi alla fonte del tuo spirito critico. noi tutti, nel nostro, dovremmo cercare di fare altrettanto. e se mai ce la faremo - ad ottenere un qualsiasi risultato - dal mattino dopo potremo anche avere voglia e tempo per pensare ad un mondo più gentile.
ancora grazie e buona vita.

feyerabend

sono pazzo

di te, grande Luttazzi,
sono affranto per non essere venuto allo spettacolo, ma sono incazzato perchè non sono venuti i politici.
Sei patrimonio italiano da difendere, per la tua cultura e perchè sei uno dei pochi esempi di persona libera in Italia.
Attacchi la Chiesa, attacchi i politici, no, meglio li smitizzi, li sfotti, li sbertucci, come deve fare un giullare.
Gli italiani oggi sono lobotimizzati come durante il fascismo, siamo in pieno regime e le persone sensibili lo sanno e ci soffrono.
Tu sei la valvola di sfogo degli italiani sani, il solo raggio di intelligenza in questo misero periodo oscuro.
C'è bisogno di ridere in maniera intelligente.
Una volta, dopo uno spettacolo a Napoli, ti ho conosciuto, ma c'erano altri ragazzi attorno.
Io vorrei chiacchierare con gente come te e Paolo Villaggio, come con altre persone, personalmente, perchè sono circondato da deficienti e mi sento solo e mi trattano come un pazzo o come un tipo pesante che non si rilassa e non si fa una bella sega davanti a Ciao Darwin o non va a puttane come tutti o non si fa una striscia di coca.
Pubblicami questo messaggio sennò sarò costretto ad ammazzare il Presidente Kennedy.
Ah, lo hanno già ammazzato.
Vabbè, allora quello che c'è adesso.
Scherzo,
forse.
No no, scherzo, sennò viene la Cia a casa mia e mi sporcano il pavimento cogli anfibioni sporchi di fango e mia moglie mi fa una cazziata che non finisce più.
Ti prego pubblica questa mail, mi restano pochi giorni di vita, il 25 è Natale e a ma il Natale mi fa MORIRE di noia.
Ti prego,
mi sento soffocare,
aiuto, pubblia la mail,
aaa
aa
a
gh

MIRABOLANTI AUGURI PER UN 2008 GRANDIOSO!

Tanti auguri carissimi, a te Daniele ed a tutti coloro che vorranno contribuire affinché il futuro sia sempre più luminoso, e non grazie a napalm e fosforo bianco, bensì alla forza delle idee e dell'amore universale.

BUON 2008!!!!!

Grazie di tutto

Con affetto
Paolo

sei davvero grande!!!!

daniele,
mi viene da piangere...
di botto, così...senza poterlo fermare...
buon anno nuovo!!!

in attesa delle tue novità

grazie di essere così come sei e di farci scoprire un'italia un po' sotterranea...
fino a prima di tutto qst gran casino ero un po' + pessimista di adesso...
ora lo sono un po' meno...

lucia

Un salto colossale

Ecco cosa sei per gli italiani e la loro televisione, mio caro Daniele!
Come possiamo pretendere che una nazione che in tv ha cullato La Corrida, Sbirulino, il Bagaglino e il pupazzo Gnappo possa veramente comprenderti?

La satira è propria dei popoli che hanno identità e coscienza, e tendono a preservarle, proteggerle, mediante la pulizia e la denuncia che questa arte comporta. La ferocia della satira è tutta morale, tutto civile, propria di chi non ha mai abbassato la testa.
La storia d'Italia, da sempre fin nel presente, è storia di dominazione, dominazione che non ha mai trovato, escluso qualche singolo nome, reale e acerrimo contrasto.

La maggioranza degli italiani non riconosce alcuna coscienza. Tra noi, te e i tuoi fans, si parla di Rivoluzione Francese, si cita lo strutturalismo, si scherza sul Marchese De Sade...tutto ciò in Italia non è mai arrivato. Fai il riferimento a Voltaire: in Italia il suo spirito non è mai arrivato, non è passato, non è neanche presente, non siamo in Francia. La Francia ha cominciato a parlare d'identità comune nel 1500, quando già aveva alle spalle secoli di unione geografica.

Tu pretendi coscienza da un popolo che non ha mai voluto essere unito, e che lo è stato (unito) dall'alto, e per interessi (dei Savoia, di Cavour...), non per sentimento.

Tra te (e i tuoi sostenitori) e il pubblico informe c'è uno scarto di innovazione, cultura e giudizio di più di duecento anni.
Per molti, un tuo spettacolo è la fulminea lettura di decenni e decenni di umanità.
Ami un paese che non ti ama, noi esclusi.
Negli anni in cui in America Alice Cooper era già arrivato all'integrazione pubblica, seconda metà degli anni settanta, in Italia il massimo dello scandalo era Renato Zero!!!Dai!!!

E Tu, tutto questo lo sai bene. Per questo ti adoriamo, perchè dici bene quando dici "Credetemi, ne avete bisogno". Ne ha bisogno questo paese, ne ha bisogno questo popolo. Per noi che già ti amiamo sei solo Il trionfo di un altro modo di pensare il mondo, che ugualmente ci appartiene; per tutti gli altri, tu sei una medicina.

Con stima e affetto illimitati. Spero di poterti abbracciare un giorno.

Marco Priulla