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E' in vendita La guerra civile fredda, il mio nuovo libro. Compratelo! E' stato stampato in tutta fretta nella speranza che lo leggiate mentre siete ancora su questo pianeta. Login utenteCome funziona questo blog Leggo personalmente tutte le mail che mi inviate. Questa è la cosa importante. E rispondo, sempre impegni permettendo. Arrivano però centinaia di mail al giorno. Se le pubblicassi tutte in automatico, non le leggerebbe nessuno. Preferisco sceglierne qualcuna che sia di interesse generale e/o argomenti in modo sorprendente e/o contenga qualche novità curiosa, con diletto di tutti. In passato, qualcuno si è servito di questo blog ( che è uno spazio privato ) come di un pulpito per i suoi proclami, e spammava con tale virulenza che sono dovuto ricorrere alla polizia postale. Un delirio inutile, che non agevolerò più. Altri, che non si vedono pubblicati, agitano lo spettro della censura, facendo un paragone assurdo e insolente con quello che mi è capitato. Ricordo che il mio contratto con La7 impediva loro di sospendermi, come poi hanno fatto ( censura ). Io invece non ho alcun contratto che mi obblighi a pubblicare sul blog tutto quello che mi inviate. Ed è giusto così. No? Commenti recenti
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Il gusto di nominare le coseCancellato dalla tv, l'attore torna in teatro e lancia le sue battute al vetriolo Il gusto di nominare le cose di Gianfranco Capitta ( il manifesto, 18/12/07 ) Daniele Luttazzi si è visto chiudere il suo Decameron su La7, ufficialmente perché aveva fatto bersaglio di uno dei collaboratori principali dell'emittente Telecom, Giuliano Ferrara. Ma tutti hanno pensato che in realtà la decisione fosse scaturita dalla puntata che l'artista aveva appena registrato, dedicata alla religione (che è una delle parole chiave della testata chiusa) e in particolare al cattolicesimo targato Ratzinger. Domenica, all'Ambra Jovinelli, è stata la serata della verità. Luttazzi ha portato nel teatro dell'Esquilino, impresa titanica, l'intera sua trasmissione (mancava solo la pubblicità, annunciata ogni volta ma senza che si vedessero gli spot). L'ingresso era gratuito, il pubblico straboccava, in fila per ore nonostante il freddo di questi giorni, e quelli che non sono riusciti a entrare hanno seguito lo show su un grande schermo davanti al teatro. In compenso, dentro la sala erano quasi del tutto assenti i soliti noti: una sola parlamentare (Tana de Zulueta) e Sabina e Corrado Guzzanti. Nessun altro si è sentito coinvolto o in dovere di partecipare almeno per pura testimonianza. Lo show business e la politica continuano evidentemente ad avere un potere inibitorio molto forte. L'attore (già, ma come sarebbe meglio definirlo, lo showman, il «satiro», o semplicemente l'intellettuale, o il cittadino Luttazzi?), non si è risparmiato. Per quasi due ore ha mitragliato gli spettatori con i suoi ragionamenti ineluttabili, le considerazioni e le notizie prese dai giornali e tutte documentate, le deduzioni da detective. Ha una cultura straordinaria, acuta e variegata, che non risparmia nessun campo, e tanto meno nessun bersaglio. E rispetto a Papa Razzy (dato l'argomento al centro della puntata oscurata), sarebbe stato facile aspettarsi delle tirate facili, notazioni e ironie che il personaggio semina e attira come una calamita, con molto senso dell'autopromozione e poco pudore rispetto a quello che ci si aspetterebbe dal suo ruolo. E invece Luttazzi, per denunciare l'invadenza e l'ignoranza vaticana (e la simmetrica soggezione del Palazzo) cita i vangeli e l'antico testamento, la scienza e l'antropologia, la storia della chiesa e la letteratura, la patristica e la tomistica. E se le usanze dei Cananei e le tesi di Tommaso d'Aquino impongono un minimo coefficiente di attenzione, si alleggerisce presto con il canone curiale dell'abito cardinalizio. Senza nemmeno un'allusione velata agli eccessi modaioli di sua vanità, pur non risparmiando mezzi, l'artista colpisce più crudelmente. Citando sciocchezze affettuose della memoria collettiva (le rubriche della Settimana enigmistica) che danno solo la misura della banalità della politica e delle imprese nazionali di oggi. Non rinuncia certo Luttazzi, a tutto quel patrimonio di sessualità ingorda e di scatologia ributtante in cui pure navigano informazione e intrattenimento, purché la «materia» non sia esplicita. Lui invece ha un gusto sadico nel chiamare le cose per nome. Merda e pompini per lui tali sono, in senso letterale come in quello figurato. Poi, ogni tanto, con delle frenate improvvise, con lo stesso sorriso vispo e soave, trae delle conseguenze o delle conclusioni del discorso, e sono dolori per tutti, tanto è forte la sua critica sociale e puntuto il suo ragionamento. E può citare Muraro o gli psicanalisti francesi, a pieno titolo, anzi dispiegando nella satira una umanità insperata e perfino rassicurante. A commento della sua condizione attuale, di censura al quadrato dopo l'editto bulgaro e quello «illuminato» de La7, ripete la visione di Ferrara nella vasca da bagno con quel che segue. Applica la cristologia a buon mercato che il papa cerca di riportare in auge, alla fede oscena dei consumatori di hamburger. Sulla negazione dei diritti civili alle coppie, lancia l'interrogativo inquietante e ovviamente retorico se «si debba considerare sacro tutto quello che si fa davanti a un prete». Sottolinea il «femminismo» strumentale del papa, «che di donne non ne avrà mai conosciute». Insomma è davvero inarrestabile, un vulcano di risate amare, che porta sulla scena in una forma nuova e non più solitaria. Attorno a lui allinea infatti un gruppo di giovani attori (qualcuno di alta scuola ronconiana, come Gianluigi Fogacci), divertiti e sorpresi anche loro della reattività del pubblico, inusuale in teatro. Risate amare politica assente Una serata di risate amare. Non di quella specie rara, di cui è stato interprete Daniele Luttazzi di fronte al pubblico dell'Ambra Jovinelli. Le risate che scattano quando l'oggetto è drammatico («ho dodici anni, i miei genitori mi portano a Disney: vuol dire che sto morendo di cancro?»). Di questa particolare specie di satira Luttazzi è un campione e in un'ora e mezzo di spettacolo ne rovescia da fare indigestione. Le risate amare di cui parliamo noi appartengono a un sentimento di claustrofobica impotenza. Siamo lì riuniti come una specie di setta carbonara, a vedere e ascoltare quello che a milioni di telespettatori è proibito vedere e ascoltare. Siamo cittadini di serie B, prigionieri di un paese con un numero spropositato di reti, e nemmeno una in grado di accogliere la satira che sparge sale sulle ferite («dopo tanto che non riuscivo a rimanere incinta, ora ho otto gemelli: è un messaggio di dio», «no», replica Luttazzi, «hai presente quando non riuscivi a rimanere incinta? quello era il messaggio»). La satira, specie sulla religione, in un paese arcicattolico, dovrebbe essere considerata una manna dal cielo. Perché «se al sacro togli il profano ti resta solo l'integralismo», come dice Luttazzi con tutta la «tristezza di ripetere queste cose 200 anni dopo Voltaire». Invece eccoci impegnati a pubblicare sul giornale alcuni stralci di un testo vietato perché scritto da un autore che osa rovesciare il senso comune pescando nella filosofia (Gilles Deleuze, Luisa Muraro, Felix Guattari), nella manipolazione miracolosa («ascolto Radio Maria come fosse un racconto di fantascienza di Philip Dick»), nella politica («Prodi è ricoverato per allucinazioni: crede di essere a capo di una coalizione»). Ed è proprio lei, la politica, la grande assente tra le poltrone celesti dell'Ambra Jovinelli. In teatro non c'era nessun rappresentante del popolo, unica eccezione Tana De Zulueta. A dimostrazione del fatto che, al di là delle dichiarazioni di circostanza, nella lunga lista della «buona politica», messa in campo dal Partito Democratico, non c'è spazio per la difesa di un pensiero senza dio. Nemmeno la Cosa Rossa (che, con un lapsus, l'attore chiama la "croce rossa") ha sentito l'urgenza di partecipare in prima fila alla battaglia di un cane sciolto. Confermando di non essere mai stata alla testa e all'altezza di una mobilitazione per riformare il sistema della televisione italiana. Salvo chiedere (comunisti, riformisti...) di salire sul palco quando le manifestazioni girotondine riempivano le piazze. Anzi, ultimamente non si fa in tempo a stare dietro a quanti ci tengono a far sapere di essere rimasti colpiti sulla via «del sentimento religioso», pudica perifrasi che naturalmente non c'entra niente con l'amore per il buddismo, e molto, invece, con la marcia di avvicinamento alle mura vaticane. Così come, ad eccezione dei fratelli Guzzanti, nessun altro attore di quelli che hanno libero accesso al piccolo schermo, era presente nella sala gremita di ragazzi. Sarà perché Luttazzi non appartiene alle lobby che contano? Sarà perché insieme a Sabina e Corrado, resta uno dei pochi a sputare nel piatto dove mangia? Uno dei pochissimi a non fare spot pubblicitari? Spot pubblicitari? Ne farei, se me li offrissero. Non ci trovo nulla di male. :-)
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E' aperta La Palestra, il luogo dove allenare ed esibire i vostri muscoli satirici. Inviatemi le vostre battute sui fatti del giorno. Usate come premessa della battuta un titolo di giornale. Sceglierò quelle che mi piacciono e le pubblicherò. Prima di cominciare, studiatevi il mini-manuale Preparazione H e cinti erniari per Principianti. Buon lavoro a tutti. p.s.: cliccate su commenti, scrivete la battuta e inviatela; FIRMATELA COL NOME: siete persone, non un nick. nuova rubrica Se ne individuate uno, inviatelo qua per la nuova rubrica Le parallele asimmetriche. (Indicate la testata da cui avete preso il titolo.) Davide propone la correlazione fra due titoli: 1. la Repubblica/Politica: “Mara Carfagna ha ricavato un libro dal suo primo anno di esperienza da ministro” E' un'idea ottima. Dato un titolo 1, trovate un titolo 2 che sembri correlato. Variazione: il confronto fra due frasi contraddittorie dello stesso personaggio, la prima detta oggi, la seconda tempo fa. Esempio: 1. Influenza A: Sacconi: "No allarmismi." (20/02/2009, ansa.it) Data la frase 1 detta oggi, trovate la frase 2 contraddittoria detta tempo fa. Inviatele qua. Sono Parallele simmetriche. Insieme a quelle asimmetriche completeranno la rubrica Parallele. nuova rubrica II 1.Franceschini si ricandida alla guida del PD:"Non posso riconsegnare il partito a quelli che c’erano molto prima di me." La frase 1 è quella pronunciata pubblicamente. Trovate una frase 1, inventate la relativa frase 2. Inviatele qua per la nuova rubrica Pilates. nuova rubrica III 1. Berlusconi:-Vertice riuscito, premiata la mia lucida follia» La frase 1 è quella pronunciata pubblicamente. Trovate una frase 1, inventate la relativa domanda 2. Inviatele qua per la nuova rubrica Carnac. ***** avvertenze: b) leggetevi le palestre dei giorni precedenti. Eviterete di inviare battute già scritte meglio da altri. c) f a n t a s i a ! ------------------- Preparazione H e cinti erniari per Principianti 1) La battuta deve essere una sorpresa rispetto alla premessa. Se la sorpresa è poca, la battuta è debole debole. ( Es: "Svolta nei Simpson. Per la prima volta Maggie parla. E rivela di aver avuto una relazione con Berlusconi.") Ma la sorpresa non deve essere campata per aria, sennò la battuta non funziona lo stesso. ( Es: Giro D'Italia: "Sono pronto per vincere!" ha dichiarato il testicolo destro di Armstrong. ) Il difficile è proprio l'equilibrio. A questo serve la palestra. 2) Lasciate perdere i giochi di parole. Innanzitutto, perchè sono la prima cosa che viene in mente a tutti. Quindi dov'è la sorpresa? Solo ieri ho ricevuto 48 esempi di questa battuta: "L'ex terrorista Battisti rompe il silenzio: Mogol gli scrive il testo." In secondo luogo, perchè i giochi di parole sono tipici dei pedanti che vogliono sfoggiare il proprio acume. Per questo irritano. Un comico bravo gioca con le idee. Infine, perchè i giochi di parole originali richiedono esperienza. Lo stesso vale per le meta-battute (le battute sul fare battute). Avete appena cominciato a sollevare manubri da 1 kg; inoltre il vostro coefficiente Sinclair è basso: non siete pronti per sollevare a strappo bilancieri da 3 quintali. Vi fate male. 3) Come nella moda, anche nelle battute esiste uno stile legato all'epoca. Me ne arrivano molte direttamente dagli anni 50. (Es: Il Parla&Mento approva due mozioni che stabiliscono più fondi per le scuole private, dal titolo "La scuola pubblica deve essere privata...di tutto".) Ricordate sempre che siamo nel 2009 e nel frattempo sono già arrivati Woody Allen, Bill Hicks, i Monthy Python, Eddie Izzard, Francesco Salvi, Bergonzoni e Maurizio Milani con gli sci di ultimo tipo. 4) Soprattutto, asciugate il più possibile. Togliete le parole superflue: a parità di contenuto, è migliore la battuta con meno parole. Se però dovete scegliere fra brevità e ritmo, privilegiate il ritmo. 5) Una bella battuta contiene un'idea, non un luogo comune. E l'idea deve avere un fondo di verità, altrimenti la battuta è fasulla. (Es: "SMS troppo costosi per l'Antitrust che passa a Vodafone." Ma l'Antitrust ha multato sia Tim che Vodafone per gli SMS troppo costosi. ) (Altro esempio no: "El Pais pubblica le foto scattate a Villa Certosa. Delusione tra i lettori: sembra di vedere un porno giapponese, c'è gente che fa sesso e i genitali sono oscurati." Ma in quelle foto nessuno fa sesso. La base della battuta satirica dev'essere vera, sennò è barare: sono capaci tutti. ) La satira deve portare alla luce contraddizioni vere (di fatto e/o psicologiche). La contraddizione falsa non fa ridere. (Es: "Brunetta vieta internet in ufficio. Dà l'annuncio durante l'orario di lavoro via twitter." ) Per scrivere satira occorre essere informati. Chi vi ha detto che è facile? 6) Una battuta satirica allude a un fatto, ma non funziona se il riferimento è per specialisti e devi spiegarlo. (Es: Il Papa a Betlemme: "Uno Stato per i palestinesi, il Madagascar". Il riferimento è ad Adolf Eichmann e al finto piano nazista di trasferire gli ebrei tedeschi in Madagascar: un falso che nascondeva l'intenzione vera di sterminare tutti gli ebrei. ) (Altro esempio: "Giovane si addormenta con il cellulare umts collegato a internet. Dilapidato il credito. Si giustifica così: almeno posso sognare in modo fluido.") 7) Gli autori satirici vengono spesso querelati per diffamazione dal potente di turno. Evitate accuse assurde che non potete provare in alcun modo. (Es: La rivelazione di Marzotto: "Naomi mi picchiava". Naomi: "Dovevo farlo, bastava che lo lasciassi solo un minuto e se la finiva tutta lui.") 8) Niente battute fascistoidi (leggete il post Mentana a Elm Street) e niente battute razziste. (Ieri qualcuno ha inviato questa:"E' arrivato in Europa uno dei videogame più discussi nel quale vince chi effettua più stupri. Il joystick sarà a forma di rumeno." Scivoloni che succedono, quando papà è abbonato a la Padania.) Attenti inoltre alle implicazioni. (Es: "Stupri nei videogame. Monito del Santo Padre: pixel sono già piccole creature." Questa battuta si schiera contro il papa, ma indirettamente giustifica i videogame con stupri!) 9) Non inviate battute prese da altri siti satirici. Questo è il modo perfetto per essere espulsi. Il senso della palestra è esercitare se stessi, non farlo fare agli altri al posto nostro. Corollario: se le inviate qui, non inviatele altrove. E viceversa. Niente casini inutili. E non inviate mie vecchie battute, o calchi di mie vecchie battute. ( "Daniele, leggi qua. Penso che tu sia tonto." ) 10) A volte la cosa più sorprendente è quella che nessuno vede perchè è sotto gli occhi di tutti. Lavorateci su. Inviate la vostra battuta migliore. Se non convince voi, come potete sperare che convinca me? Mica sono il supplente. ------------------ La "verità" di una battuta satirica Paola e Massimo chiedono spiegazioni sulla battuta di Michele pubblicata ieri: "Per festeggiare i 40 anni dallo sbarco sulla luna, verrà girato un nuovo video negli stessi studi usati per il primo." L'obiezione è che, al punto 5 della Preparazione H, scrivo che "Una bella battuta contiene un'idea, non un luogo comune. E l'idea deve avere un fondo di verità, altrimenti la battuta è fasulla. [...]La base della battuta satirica dev'essere vera, sennò è barare: sono capaci tutti." Secondo loro, la battuta di Michele va contro questa regola, dato che sostiene, come fanno i complottisti disinformati, che in realtà l'uomo non è mai stato sulla Luna. Quello della verità di una battuta satirica è un tema su cui è bene non equivocare. Vanno individuati due piani di verità: quello legale (se fai satira addossando reati a qualcuno, il fatto deve essere vero o ti becchi una querela) e quello artistico (la satira deve commentare un fatto vero: le teorie complottiste, ad esempio, sono un fatto vero). Mi spiego meglio: io credo che la dietrologia relativa allo sbarco sulla luna sia una baggianata, ma che questa dietrologia esista è un fatto vero. Quindi posso alludervi con tutte le battute che voglio e queste battute funzionano perfettamente: la satira è sulla cultura pop. In altra veste, ritroviamo qui la distinzione, cara agli antichi greci, fra episteme (verità scientifica) e doxa (opinione). La satira si può fare su entrambe. Negli esempi al punto 5, invece, il plot della battuta è un fatto falso. Questo è barare. ----------------- Davide e Luca, lette le battute recenti su MJ (ad. es. "Michael Jackson, nello stomaco solo pillole. Dubbi, invece, sul liquido verdastro rinvenuto nelle branchie" e "Resi pubblici i risultati dell'autopsia sul corpo di Michael Jackson: secondo i medici, il suo stomaco è talmente pieno di pillole che prima di mangiarlo i vermi dovranno esibire la ricetta" chiedono perchè non siano fascistoidi come nel caso Griffin-Anna Frank. Il motivo è che Michael Jackson è vittima dei suoi eccessi, non c'è nessun carnefice. Quindi entra in funzione la regolina di Lenny Bruce legata al contesto: "comicità=tragedia+tempo". Quella regola riassume empiricamente i meccanismi di reazione a una battuta. L'obiezione giusta, a questo punto, diventa: "Non sarà troppo presto per fare battute su MJ?" Può darsi, ma quando a una battuta si applica "tragedia+tempo", non significa che, se è troppo presto, la battuta non faccia ridere in assoluto. Nel post Mentana a Elm Street scrivo infatti della sensibilità del comico: sta a lui decidere se è troppo presto. Magari il comico si sbaglia e TUTTO il pubblico fa buuu. Magari non si sbaglia e solo parte del pubblico mugugna, mentre il resto apprezza l'acidità della battuta. L'importante è che la battuta faccia ridere il comico. (Mi ripeto a scanso di fraintendimenti: la regola "l'importante è che faccia ridere il comico" NON si applica nel caso ci sia un carnefice, es: i nazisti su Anna Frank.) Nel caso particolare di Michael Jackson, poi, la sua vita è stata talmente sopra le righe e controversa (il re del pop, l'accusa di pedofilia, Neverland, la camera iperbarica, il lama, la pelle sbiancata, la chirurgia plastica) che la sua morte non viene vissuta come una tragedia umana tipo l'uccisione di Carlo Giuliani (avvertite la vibrazione fascistoide di questo paragone?) ma come la scomparsa di un'icona, accorciando di molto i tempi. Va considerato infine che "tempo" equivale a "spazio". Un evento luttuoso che accade geograficamente lontano da noi riduce la salienza della tragedia, anche qui accorciando i tempi. Per tutti questi motivi, se oggi morisse Ligabue (lunga vita, caro Luciano!) sarebbe impossibile farci su delle battute. Va ricordato che Jackson è stato assolto da ogni accusa di pedofilia. Battute che danno del pedofilo a Michael Jackson sono diffamatorie (reato). -------------------------- Pedagogia Il motivo è semplice: perchè, incredibilmente, quella battuta è l'esempio di uno o più errori elencati nella Preparazione H (es.: c'è chi si ostina a inviare giochi di parole penosi). Dalla Palestra si impara in tre modi: Il grande segreto (Quale modo? Scoprìtelo da soli. Io ci ho messo vent'anni per arrivarci. Magari sarete più fortunati.) (Sì, buonasera.) Poi esistono contenuti (idee) più o meno originali e qui serve il confronto con gli altri. ------------------ A proposito del luogo comune "L'idea è la stessa!" Fabiola mi chiede per quale motivo la battuta "Per festeggiare i 40 anni dallo sbarco sulla luna, verrà girato un nuovo video negli stessi studi usati per il primo." sia stata preferita alla sua battuta "Dopo l’Apollo 11, due sonde USA stanno per sbarcare sulla Luna: già allestito il set fotografico.” In fondo, argomenta Fabiola, “l’idea è la stessa e la mia ha più sintesi.” Stessa specie di obiezione da Max. Perchè la battuta "Brunetta: -Nel sesso ero imbranato, ora ho raggiunto ritmo ed eleganza-. E pensare che sono bastati un metronomo e un guanto di cashmere." è stata scelta, mentre il suo Pilates "1.Brunetta: -Nel sesso ero imbranato, ora ho raggiunto ritmo ed eleganza.- Va ricordato allora per l’ennesima volta che la risata scatta non per l’idea, ma per la tecnica della battuta. Una battuta è un racconto in miniatura in cui distinguiamo una trama (il plot) e una sceneggiatura (la struttura). Il plot contiene una risata latente che solo la struttura fa esplodere. Infatti la parafrasi di una battuta (cioè il plot senza la struttura) non fa ridere. La struttura di una battuta è il meccanismo a orologeria che modula il fluire del tempo narrativo rendendolo sorprendente. Esistono vari meccanismi, ciascuno composto da tante rotelline: fra queste, una delle principali è l’esattezza del dettaglio. Come la sintesi a scapito del ritmo è un errore, così la sintesi a scapito dell’esattezza. La dietrologia relativa allo sbarco sulla luna favoleggiava di una messinscena realizzata dalla Nasa in uno studio cinematografico, non in un set fotografico. Il dettaglio sbagliato da Fabiola inceppa il meccanismo a orologeria della battuta e lo sportellino del cucù resta chiuso. In un altro meccanismo, la rotellina nevralgica è l'allusione. Prendiamo due versioni di uno stesso plot (Brunetta si masturba). Max, nella sua, lo dice direttamente: non c'è sorpresa, il plot resta senza struttura e la risata non scatta. In quella pubblicata nella Palestra, invece, il plot è raccontato per allusione: c'è sorpresa, il meccanismo scatta e infatti si ride. Da notare che l'idea di quella battuta non è, come pensa Max, il metronomo e il guanto di lusso. E' Brunetta che si masturba. Metronomo e guanto sono solo gli indizi (i dentelli) che servono per far ingranare l'allusione (la rotellina). Così l'orologeria diventa arte. Sul piano culturale, il luogo comune "L'idea è la stessa" diventa ideologia piccolo-borghese, coi suoi retaggi romantici sull'unicità dell'ispirazione artistica. Nell'arte, originalità (Picasso, Mozart, Bill Hicks) e miglioramento (Picasso che rifà Velasquez, Mozart che rifà Vivaldi, Bill Hicks che rifà Lenny Bruce) sono valori equipollenti. E' il modo (l'integrazione di plot e struttura) a fare la differenza. L'amore contrastato fra due giovani (plot) con una certa struttura diventa Shakespeare (Giulietta e Romeo), con un'altra diventa una battuta (Un ragazzo incontra una ragazza, il ragazzo perde la ragazza, il ragazzo diventa una ragazza.). Buona satira! ------------------ acido lattico implicazioni epidemiologia: funghi cutanei battute sul cervello di Gasparri Brunetta a Venezia/acqua alta il giochino di commentare una censura ai siti web interrompendo la battuta come fosse stata censurata (Es: "Google sfida Pechino: adesso basta con la ********. ") la chiusa “Dilettante!” (oppure "Principiante!") la chiusa con riferimento al Monopoli, a Risiko, a un videogioco, a Facebook la chiusa "Centomila secondo la Questura" (o altro numero inferiore a quello degli organizzatori) la chiusa "Ma va'?" la chiusa “ha dichiarato, ridendo di gusto.” (oppure "Ah ah ah!") la chiusa "sempre da chi meno te l'aspetti" la chiusa "e tu sei su Scherzi a parte!" Patrick Swayze morto/Ghost II caldo/campi di granturco/popcorn Kakà come voce del verbo cagare il plastico di Porta a Porta processi a Berlusconi/Forum, giudice Santi Licheri morto inventore Viagra / mezz'asta morto inventore Viagra / chiudere la bara il disco suonato al contrario papa polso rotto/ritmo ed eleganza Steve Jobs/trapianto di fegato versione 2.0 o touch screen visita leader libico/abbraccio fra il dittatore e Gheddafi Topolanek /fotomontaggio, ce l'ho più grosso El Pais, foto villa Certosa/faccia a quadratini Fiat/Opel/magna magna rapporti piccanti/ spalmare di nutella, panna, miele in ginocchio l'Abruzzo / Carfagna il comico "Billy Ballo" / Silvio B. GP di Monaco / ciclisti del Giro pornostar / pompini / respirazione bocca a bocca partita del cuore / Lapo Elkann / strisce bianche sul campo Noemi alla festa del Milan / sotto il tavolo ----------- Gabriella mi chiede come mai così poche donne partecipino alla palestra satirica. L'ho notato anch'io: ogni giorno, in media, su cento battute solo tre sono di ragazze. Verificare questo dato sociologico ("le donne sono minoritarie nella satira?") è uno degli intenti della palestra. Il mio sospetto è che si sconti anche qui, come nel resto della società, un retaggio culturale. Va notato come, nel mondo, le comiche siano un numero ridottissimo rispetto ai comici. Stereotipi sociologici cui corrispondono stereotipi culturali: nella comicità, a fronte di quattro ruoli maschili principali, i ruoli femminili sono fondamentalmente due: la bella Colombina e la vecchia megera. L'eccezione (la donna autonoma che sa il fatto suo) è già in Aristofane (Le donne al parlamento), ma si tratta appunto di un'eccezione: venne recuperata per brevissimo tempo negli anni '30/'40 con le cosiddette "screwball comedies" (Bringing up baby, His girl friday). In questo genere particolare di film comico, la donna domina la relazione. I gusti del pubblico di massa (sempre condizionati, peraltro) sembrano però non accogliere con favore questo genere di commedie, neppure ai giorni nostri, dove la "screwball comedy" viene edulcorata sotto forma di sit-com come "Maude" (1970) e "Roseanne" (1990). Quanto alla satira, la lettura del fenomeno può confermare un altro aspetto: le donne tendono a essere complete, gli uomini mooolto parziali. Gli uomini hanno hobbies: ricavano soddisfazione dal concentrarsi su una cosa alla volta, escludendo tutto il resto del mondo. Le donne gestiscono vite, sanno stabilire priorità, si dedicano a cose più urgenti: non sono soddisfatte se tutto il loro mondo non è armonico. La satira non è un genere armonico. Divide, schernisce, ferisce. ------------------ Esercizi di rassodamento Uno dei polpacci della comicità è l'ESAGERAZIONE. Mi stupisce quanto poco utilizziate questo muscolo nelle vostre prove. Affinchè non vi resti rachitico, è importante esercitarlo. D'ora in poi, delle tre battute che inviate in palestra, almeno una dovrà essere una esagerazione. La macchina su cui vi eserciterete è una struttura standard (formula) che risale alla notte dei tempi: "X è talmente (aggettivo) che (esagerazione)." -------------------------- Come non si può giocare a calcio senza conoscere i fondamentali, così è per la satira. I vari esercizi della palestra servono a tonificare i muscoli satirici di base. Ce n’è uno per l’esagerazione, uno per i paragoni, uno per l’invenzione, un altro per lo spirito di osservazione eccetera. Ogni giorno arrivano in palestra circa duemila battute. Passo quattro ore al giorno a selezionare e correggere. Una battuta è formata da un plot (l’idea) e da una struttura (la tecnica). Contrariamente a quello che pensano tutti, a far scattare la risata non è l’idea, ma la tecnica. Infatti quando un giornalista riporta una battuta facendone la parafrasi, non fa ridere. La palestra serve a migliorare la tecnica. Esempio: una battuta inviata era “Berlusconi è talmente faccia di culo che arriverà a sostenere che era lui ad essere pagato dalle donne per le sue prestazioni sessuali.” Pubblicata, è diventata: “Berlusconi:-Le escort? Erano loro a pagare me.- Dal confronto fra la battuta inviata e la stessa battuta pubblicata, uno impara tante cosine, se vuole. La satira italiana è in ottima salute, ma in questi anni i tromboni ignoranti che l’hanno soffocata in tv hanno anche diffuso pregiudizi perniciosi che vanno smentiti. Ad esempio il luogo comune secondo cui la satira non deve fare politica e non dev’essere faziosa. Errore: la satira NASCE politica e faziosa, con Aristofane. E’ politica e faziosa per natura. Ingiuriare i mascalzoni, a pensarci bene, è onorare gli onesti. (Aristofane, I cavalieri) Chi attacca la satira e non la permette in tv è un censore e va disprezzato. Berlusconi:-La sinistra mi odia!- Ma odiare i mascalzoni è una cosa nobile: lo diceva già Quintiliano. Ogni giorno, le battute della palestra superano per quantità e qualità le battute pubblicate sui giornali e trasmesse in tv. E’ un risultato eccellente. Divertenti si nasce. Sapere la tecnica non è sufficiente. Comunque, cinque princìpi valgono in tutti i casi: brevità, esattezza, semplicità, sorpresa, ritmo. Gli errori più comuni finora? Scrivere battute già scritte meglio da altri (pigrizia, inesperienza) oppure basate su giochi di parole e luoghi comuni (banalità) oppure piatte (poca fantasia) oppure diffamatorie (eccesso di bile). Tutte le battute pubblicate mi hanno fatto ridere. Ognuna contiene una scintilla della grande risata universale. Cosa dà lo spunto per una battuta? Il tuo modo di vedere le cose. E questo non si può insegnare, mi spiace. Cerca |
Cazzata o stronzata?
Il direttore de LA7 Antonio Campo Dall'Orto, in un'intervista al Corriere, dice: "Luttazzi ha offeso il pubblico!"
CAZZATA O STRONZATA?
Mi mancano le tue imperdonabili offese, Daniele. Mi manchi da morire. E non basta comprare Lepidezze Postribolari e farmelo regalare per Natale dai miei per colmare il vuoto.
Michele
caro daniele felice 2008
decameron era per me l'unica trasmissione imperdibile: non tutto mi piaceva, ma quello che mi piaceva mi manca assai.
invece quello che non manca sono i commenti di aldo grasso o la stupida intervista a campo dell'orto sul sito di repubblica, gli sproloqui di ferrara e le telfonate di saccà-berlusconi: un bella foto di gruppo, il solito fascismo, la solita mafia e molta ipocrisia.
buon 2008
Campo in ferro
Grazie un miliardo per aver parlato del Campo in ferro (e in uranio) di Spezia.
Come uccidere causando inutili sofferenze è un capolavoro.
E in televisione rendeva il triplo che in teatro.
E' stato il monologo comico più potente che io abbia mai visto in televisione. Infatti mi sa che è l'ultima volta.
Basta, è l'ultima cosa che ti scrivo.
Stammi bene.
Il dito e la luna
Maddai,
è imbarazzante come questa faccenda somigli al proverbio "quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito".
Odio quando l'attualità ricalca i proverbi.
Io e il mio ragazzo ci siamo davvero rovinati dalle risate, guardando la puntata sull'Iraq.
Ed è straordinario, perchè in quanto gay riteniamo nostro dovere politico ridere solo per la satira sul Papa.
E invece ci siamo pisciati addosso dal ridere (in senso figurato); così tanto che abbiamo pensato "adesso lo censurano" e ora non sappiamo se siamo stati veggenti o abbiamo solo portato sfiga.
E' terribile che in tanti mi abbiano detto: "ma a me non faceva ridere, non mi interessa se lo hanno censurato"; eh certo! Come ad aver detto: "non capisco una sega di Einstein e Freud, che mi importa delle leggi razziali?"
[Grazie Daniele per aver parlato della base di Vicenza. Davvero. Ci siamo ricordati di esistere.]
un ultimo appunto.
uff!!!
se c'è una cosa che mi dispiace veramente è l'interruzione di A Babbo Morto... c'era il Luttazzi del passato col Luttazzi del futuro.
criminali!!
ok. ora questo blog può tornare slow e one-to-one ;)
Vamos Daniele!
L'altro giorno stavo pensando di fare come Von Kleist,anche se una ragazza che mi accompagnasse non ce l'avevo..ma sì chi me la fa fare,mondo difficile,vita intensa,felicità a momenti e futuro incerto(come diceva Carotone),ci aggiungerei anche paese mediocre,politici corrotti,leccapiedi ovunque..poi ho visto che avevano sospeso Decameron e ho trovato il senso:vivere per rompergli le palle,per cercare di sistemarla quest'italietta indegna..sei un esempio Daniele,continua così,finchè ci sarà gente come te avrà un senso provarci!
Sono sicuro che non me la pubblichi questa(censore:-))ma sentivo il bisogno di farmi sentire.
Ci si vede ad Assago a Gennaio,
con ineffabile stima,
Stefano,un affezionato.
Non Credo
Nella risposta di La7 (che ho letto sul portale Libero) viene ricordato che Maurizio Crozza ha deciso di interrompere le sue innocue imitazioni del papa di sua spontanea volontà. Perchè aveva totale libertà.
Sotto quanta pressione avvengono queste scelte libere? Scelte fatte sotto minaccia sono considerate libere?
Ai conduttori televisivi, agli autori, ai direttori di rete...gli fà schifo il pensiero illuminato? Quello che insegnano ad Oxford e Cambridge...è merda?
Dovrebbero schierarsi tutti in tua difesa Daniele. Ma, sfortunatamente, credo siano persone poco educate. Male educate. Troppo Baudo...troppo poco Russell.
Quando Berlusconi ha comprato Endemol, che produce Fazio e la Bignardi, entrambi i conduttori hanno detto che non c'è problema, dato che a loro viene garantita massima libertà. Dicono di Berlusconi la stessa cosa Mentana e Costanzo. Ma è ovvio che gli lasciano totale libertà: sono OMOLOGHI. Che paura fanno? ( E così giustificano il modo con Berlusconi ha edificato il suo monopolio tv e quindi il suo potere politico: falsi in bilancio, corruzione di giudici tramite Previti, cerniera con la mafia grazie a Dell'Utri, e decreti legge di Craxi ricompensati con fondi All Iberian. Non c'è problema! ) DL
UN MONOLOGO SCOMODO
Caro Daniele,
ieri ho letto il bellissimo monologo che hai portato in teatro domenica ed ho avuto la definitiva conferma che la causa della chiusura di "Decameron" sta proprio nel suo contenuto. In Italia non esiste nessuna TV con sufficiente coraggio per mandare in onda un discorso di questo tipo. Proprio per i motivi citati da Capitta nel suo articolo: troppo acuto, troppo documentato, troppo articolato per poterlo liquidare con le solite risposte di circostanza del solito presidente della CEI che si dice indignato per gli attacchi alla religione cattolica. Li hai messi troppo violentemente di fronte alle loro contraddizioni.
Quelli di La 7 ci hanno provato: hanno voluto giocare a fare i liberali, ma alla prova dei fatti sono stati presi da sacro terrore ed hanno gettato la maschera. Sai che stavolta mi ero quasi illusa? Avevo osato sperare che i cinque anni di nulla seguiti al diktat bulgaro ed il modo vergognoso in cui è stato strumentalizzato perfino il ricordo del grande Enzo Biagi, avessero insegnato qualcosa e stessimo lentamente risalendo la china. Invece ci ha pensato La 7 a ricordarci che questa è la realtà e non un film fantasy.
Anche se un po' in ritardo, volevo esprimerti tutta la mia stima, il mio affetto e la mia solidarietà.
Tanti auguri per un fortunatissimo nuovo anno!
Lucia
promessa non mantenuta
http://www.spumone.net/work/hope.jpg
:D
ciao
Molti chiedono delle scuse e allora....
Daniele... vai a 8 e mezzo e recitagli questo. :D
Io Luttazzi Daniele, fig.lo del Mio Babbo, dell'età mia d'anni 46, constituto personalmente in giudizio, e inginocchiato avanti di voi Emin.mi e Rev.mi Direttore, in tutta La7 contro l'eretica pravità generali Inquisitori; avendo davanti gl'occhi miei li sacrosanti Vangeli, quali tocco con le proprie mani, giuro che sempre ho creduto, credo adesso, e con l'aiuto di Dio crederò per l'avvenire, tutto quello che tiene, predica e insegna il S.o Direttore Antonio Campo Dall'Orto. Ma perché da questo S. Off.io, per aver io, dopo d'essermi stato con precetto dall'istesso giuridicamente intimato che omninamente dovessi lasciar la falsa opinione che la satira non deve essere volgare, e che non potessi tenere, difendere né insegnare in qualsivoglia modo, né in voce né in scritto, la detta falsa opinione, e dopo d'essermi notificato che detta opinione è contraria alla Sacra Morale Pubblica™, prodotto e trasmesso in tv un programma nel quale tratto l'istessa opinione già dannata e apporto ragioni con molta efficacia a favor di essa, senza apportar alcuna soluzione, sono stato giudicato veementemente sospetto di volgarità e insulto, cioè d'aver tenuto e creduto che la satira fosse libera e possa fare uso di un linguaggio anche colorito;
Pertanto volendo io levar dalla mente delle Eminenze V.re e d'ogni fedel Cristiano questa veemente sospizione, giustamente di me conceputa, con cuor sincero e fede non finta abiuro, maledico e detesto li sudetti errori e eresie, e generalmente ogni e qualunque altro errore, e eresia e opinione contraria alla S.ta La7; e giuro che per l'avvenire non dirò mai più né asserirò, in voce, in Tv, in Teatro o in scritto, cose tali per le quali si possa aver di me simile sospizione; ma se conoscerò alcun satirico o che sia sospetto di satira lo denonzierò a questo S. Offizio dove mi trovarò.
Giuro anco e prometto d'adempire e osservare intieramente tutte le penitenze che mi sono state o mi saranno da questo S. Off.o imposte; e contravenendo ad alcuna delle dette mie promesse e giuramenti, il che Dio non voglia, mi sottometto a tutte le pene e castighi che sono da' sacri canoni e altre constituzioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate. Così Dio m'aiuti e questi suoi santi Vangeli, che tocco con le proprie mani,
Io Daniele Luttazzi sodetto ho abiurato, giurato, promesso e mi sono obligato come sopra; e in fede del vero, di mia propria mano ho sottoscritta la presente cedola di mia abiurazione e recitatala di parola in parola, in Roma, nel convento della Minerva, questo dì 19 Dicembre 2007.
Io, Daniele Luttazzi ho abiurato come di sopra, mano propria.
LOL DL
A toccu lentu...
Caro Daniele,
non ho la pretesa di essere pubblicato, non è questo che mi spinge a scrivere.
Vorrei solo esprimere il mio dispiacere, sfogare la mia rabbia attraverso questi pensieri sparsi: forse mi prendo troppo sul serio ma tant'è, non riesco a "...centellinare la bile...".
Il risultato è dato da una invocazione, un atto d'accusa e un irrocco!
L'invocazione
Confido nel tuo carattere e nella tua forza interiore, ti chiedo di resistere, resistere, resistere...
L'atto d'accusa (liberamente tratto dal verso di una canzone di F. De Andrè)
Voi che avete permesso tutto questo, che avete cancellato una voce libera ed impedito noi di godere della sua satira, che muovete i fili e tessete le trame dei nostri giorni "...sappiate che la morte vi sorveglia, gioir nei prati o fra i muri di calce, come crescere il gran guarda il villano finché non sia maturo per la falce...".
L'irrocco (liberamente tratto da un'antica espressione dialettale barbaricina)
A boisi chi azzis censurau cust'omine, chi azzis irmenticadu s'importantzia de sa libertade, a boisi chi azzis fattu tottu custu, a toccu lentu bos sonene sas campanas de cresia!!!
Buone Feste da Rimini
Ciao Daniele,
la signora Lia Celi e il sottoscritto ti ricordano nelle preghiere prima di ogni pasto, che pronunciamo ogni volta secondo i canoni di religioni diverse, alcune anche inventate da noi stessi. Oggi ti mandiamo affettuosi sensi natalizi, stai bene e fatti vivo presto.
Lia Celi, Roberto Grassilli
Ciao, Lia! Ciao, Roberto! Buone feste. A s'avdém. DL
complimenti
siamo tt con te...ti darei un bacio sulle labbra..se tu le avessi :)
:-) DL
Caro Daniele, non importa se
Caro Daniele, non importa se mi non potrai pubblicarmi, spero almeno che tu mi legga. Se penso alla grandezza della tua arte mi commuovo, e quando mi scontro con qualcuno sul tema "limiti della satira", lotto coi denti per farli ragionare! D'altronde, se sono riuscita a portare mia madre da fedele pecorona di Berlusconi a pericolosa pensatrice libera di sinistra, ce la potrò fare con tutto il resto. Nutro per te una stima superiore, e se oggi posso eseere fiera di tutte le cose che so lo devo soprattutto a te. Mi hai dato centinaia di spunti per le mie ricerche e la mia sete di verità, e di questo ti ringrazierò sempre. Sono cresciuta e ho sviluppato un occhio critico, autonomo, consapevole. Sai sto leggendo un libro bellissimo che magari tu avrai già letto da un pezzo, ma se così non fosse permettimi di segnalartelo. L'autore è Stanley Cohen e il tiolo è "Stati di negazione. La rimozione del dolore nella società contemporanea". Ti aspetto al teatro a Cattolica. Con immenso affetto. A presto, Daniela.
Un abbraccio immenso
per te, Daniele!
Speriamo di meritarti in questo 2008... [io ho i miei dubbi, ma chissà!]
TI PREGO, non smettere mai di stimolare la nostra intelligenza, il nostro senso critico, non ti arrendere a questo schifo, ché per quanto possa contare, noi siamo con te e, soprattutto, non smettere di farci ridere e riflettere come solo tu SAI E PUOI FARE.
"In te sta la delizia
come sta la crudeltà nelle spade"
grazie,
Lucilla
imagine.....you may say I'm a dreamer but I'm not the only one
SOGNO LE TUE PUNTATE e....devo dire che l’ultima in cui citavi Ferrara e Co. è stata per me a dir poco eccitante.
D.L. facci sognare ancora…non demordere!
Le tue capacità sono straordinarie.
Ho registrato la puntata suddetta e l’ho rivista varie volte. Si commentava da sola, non è per tutti!!!!! Ma meglio così…………è un privilegio poter avere il senso dell'umorismo.
Spero di vederti presto a Piacenza.
D.L. hai talento da vendere......
nico
Vai a dormire...
Caro Luttazzi, anche se so per certo che, dato il tuo modo di giudicare con due pesi e due misure, cancellerai questo commento voglio dirti una cosa:
Oltre a non fare ridere (la tua comicità è volgare e grossolana) sei la dimostrazione vivente che un essere umano come te può costruire la propria visibilità mediatica e la propria carriera professionale solo TRAMITE SCONCERIE e APPOGGIO MORALE (si muò chiamarlo tale??) DELLA SINISTRA E DEL COMUNISMO di cui tu ti fai portatore sgangherato e folle.
Con questo ti faccio sapere che il mio ribrezzo nei tuoi confronti è massimo.
Buon 2008, sperando che ti faccia mettere la testa sulle spalle.
I format berlusconiani ti hanno informato male. Non sono mai stato comunista in vita mia. Quanto alle sconcerie, è tutta questione di punti di vista. Non ridi alle mie battute perchè il loro bersaglio sei tu. DL
Siamo "tutti" così
Caro Daniele,dopo aver letto un articolo di Giorgio Bocca su "Il Venerdì" (inserto domenicale de "La Repubblica")dove si chiedeva perchè tanti italiani amano Berlusconi,ho avuto la conferma di teorie che fortunatamente non solo io avevo.Gli italiani amano Berlusconi perchè la maggioranza è come lui.Indifferenti alle regole e completamente ignorante del termine e del concetto di MORALE.In generale,e vedendo quel che hanno fatto nei tuoi confronti i grandi capi di La7,tutti siamo in parte colpevoli,perchè permettiamo cose simili.Siamo un popolo che dorme,che si sveglia solo se è il nostro orticello ad essere toccato.Il resto tutte chiacchere da bar.
Sei un Uomo eccezionale,e forse il tuo ego questo lo sa,ma cosa che forse ti stupirà e che per molti,me compreso,sei un esempio,un modello di libertà intellettuale e tempra morale.Ti hanno fatto cadere tante volte,credo lo faranno ancora,e comunque ti sei sempre rialzato a testa alta,continua a farlo ti prego,ne abbiamo davvero bisogno.
Sei un grande,buon Natale Daniele!
Cuore
Ciao Daniele,
per quel poco che può valere volevo dirti che dopo 15 anni da lettore di La Repubblica, sono rimasto talmente schifato da come hanno trattato tutta la vicenda della censura nei tuoi confronti da parte di La7, che ho deciso di non comprarlo più.
Non leggerò più alcune firme che mi piacciono ancora ma dopo le parole di Sofri, Serra (Michelino ti prego..: Noooooooooo!), le domande di Assante a Corrado G., la falsa accusa di plagio, le opinioni di Zucconi su di te e sulla vicenda devo dire proprio che mi hanno spezzato il cuore.
un abbraccio e buon Solstizio d'Inverno!
p.s.
se non sai dove passarlo vai a Santa Cristina (NU), a pochi metri dalla statale, c'è uno villaggio nuragico con annesso tempio delle acque (1.300 A.C. circa); all'alba del 21 dic. la luce del sole scende lungo la scala del tempio e si bagna nelle acque del pozzo sacro. Dimenticavo di dirti: c'è anche un villaggio cristiano con chiesetta romanica (1.200 D.C. circa) che tutt'ora sono abitare solo durante le ricorrenze religiose che si celebrano negli stessi periodi e negli stessi luoghi delle feste antiche... Della serie: "le radici delle radici cristiane".
LE VITAMINE VITALI
Caro Daniele, l'articolo di Gianfranco Capitta, se non fossi troppo peloso me lo tatuerei sulla schiena. E' di una ricchezza morale spaventosa, fantastica.
E' di gente come voi che l'Italia ha bisogno. Gente laica, repubblicana, onesta. Vi auguro tutto il bene..
AUGURI!
Slow,one-to-one o come è adesso per me non cambia molto perchè non vengo pubblicata mai...però non mi arrendo e comunque BUONE FESTE E BUON 2008 di cuore Luttazzi!!!
GRAZIE
Le tue avventure saranno senz'altro mirabolanti e non saremo li a sostenerti e acclamarti!
GRAZIE DANIELE E AUGURI A TUTTI.
grazie di cuore
beh, che dire? niente che non sia già stato detto. allora grazie, Daniele. grazie per la voglia, la tenacia, la costanza, l'integerrimità, la soavità, la gentilezza che evapora come un'aura magica dalle parole assai terrene che fiondi addosso ai tuoi obiettivi satirici e non militari. grazie per il fatto che, avebdo un'intelligenza non comune, hai deciso di mettera a che a disposizione degli altri. grazie per l'onestà intellettuale che ti permette di girare a testa alta, come dovrebbe essere concesso a pochi. sappi che nonostante tu non ne abbia avuto intenzione esplicita, hai comunque gettato un seme: non quello della foga giustizialista condita di ignoranza e maccartismo al contrario (quella la lasciamo ad un certo Beppe G. e ai suoi adepti), ma quella vera, sana e libertaria della consapevolezza personale che si fa prassi quotidiana, che ti lascia la libertà di fare dei distinguo, che ti permette di essere problematico e complesso perché la vita è problematica e complessa. In un mondo in cui le informazioni sono alla portata di tutti, nessuno dovrebbe avere il cattivo gusto di addurre l'ignoranza come una scusa. certo: fanno di tutto per tenerti ignorante, ma si ostinano a non voler capire che la verità è come l'acqua. ne hai bisogno per vivere, non va sprecata e non puoi pensare di tenerla in eterno in un ambiente chiuso. prima o poi corrode anche la pietra. abbi la pazienza dell'acqua e la sua inesorabilità. per contro sarà bello abbeverarsi alla fonte del tuo spirito critico. noi tutti, nel nostro, dovremmo cercare di fare altrettanto. e se mai ce la faremo - ad ottenere un qualsiasi risultato - dal mattino dopo potremo anche avere voglia e tempo per pensare ad un mondo più gentile.
ancora grazie e buona vita.
feyerabend
sono pazzo
di te, grande Luttazzi,
sono affranto per non essere venuto allo spettacolo, ma sono incazzato perchè non sono venuti i politici.
Sei patrimonio italiano da difendere, per la tua cultura e perchè sei uno dei pochi esempi di persona libera in Italia.
Attacchi la Chiesa, attacchi i politici, no, meglio li smitizzi, li sfotti, li sbertucci, come deve fare un giullare.
Gli italiani oggi sono lobotimizzati come durante il fascismo, siamo in pieno regime e le persone sensibili lo sanno e ci soffrono.
Tu sei la valvola di sfogo degli italiani sani, il solo raggio di intelligenza in questo misero periodo oscuro.
C'è bisogno di ridere in maniera intelligente.
Una volta, dopo uno spettacolo a Napoli, ti ho conosciuto, ma c'erano altri ragazzi attorno.
Io vorrei chiacchierare con gente come te e Paolo Villaggio, come con altre persone, personalmente, perchè sono circondato da deficienti e mi sento solo e mi trattano come un pazzo o come un tipo pesante che non si rilassa e non si fa una bella sega davanti a Ciao Darwin o non va a puttane come tutti o non si fa una striscia di coca.
Pubblicami questo messaggio sennò sarò costretto ad ammazzare il Presidente Kennedy.
Ah, lo hanno già ammazzato.
Vabbè, allora quello che c'è adesso.
Scherzo,
forse.
No no, scherzo, sennò viene la Cia a casa mia e mi sporcano il pavimento cogli anfibioni sporchi di fango e mia moglie mi fa una cazziata che non finisce più.
Ti prego pubblica questa mail, mi restano pochi giorni di vita, il 25 è Natale e a ma il Natale mi fa MORIRE di noia.
Ti prego,
mi sento soffocare,
aiuto, pubblia la mail,
aaa
aa
a
gh
MIRABOLANTI AUGURI PER UN 2008 GRANDIOSO!
Tanti auguri carissimi, a te Daniele ed a tutti coloro che vorranno contribuire affinché il futuro sia sempre più luminoso, e non grazie a napalm e fosforo bianco, bensì alla forza delle idee e dell'amore universale.
BUON 2008!!!!!
Grazie di tutto
Con affetto
Paolo
sei davvero grande!!!!
daniele,
mi viene da piangere...
di botto, così...senza poterlo fermare...
buon anno nuovo!!!
in attesa delle tue novità
grazie di essere così come sei e di farci scoprire un'italia un po' sotterranea...
fino a prima di tutto qst gran casino ero un po' + pessimista di adesso...
ora lo sono un po' meno...
lucia
Un salto colossale
Ecco cosa sei per gli italiani e la loro televisione, mio caro Daniele!
Come possiamo pretendere che una nazione che in tv ha cullato La Corrida, Sbirulino, il Bagaglino e il pupazzo Gnappo possa veramente comprenderti?
La satira è propria dei popoli che hanno identità e coscienza, e tendono a preservarle, proteggerle, mediante la pulizia e la denuncia che questa arte comporta. La ferocia della satira è tutta morale, tutto civile, propria di chi non ha mai abbassato la testa.
La storia d'Italia, da sempre fin nel presente, è storia di dominazione, dominazione che non ha mai trovato, escluso qualche singolo nome, reale e acerrimo contrasto.
La maggioranza degli italiani non riconosce alcuna coscienza. Tra noi, te e i tuoi fans, si parla di Rivoluzione Francese, si cita lo strutturalismo, si scherza sul Marchese De Sade...tutto ciò in Italia non è mai arrivato. Fai il riferimento a Voltaire: in Italia il suo spirito non è mai arrivato, non è passato, non è neanche presente, non siamo in Francia. La Francia ha cominciato a parlare d'identità comune nel 1500, quando già aveva alle spalle secoli di unione geografica.
Tu pretendi coscienza da un popolo che non ha mai voluto essere unito, e che lo è stato (unito) dall'alto, e per interessi (dei Savoia, di Cavour...), non per sentimento.
Tra te (e i tuoi sostenitori) e il pubblico informe c'è uno scarto di innovazione, cultura e giudizio di più di duecento anni.
Per molti, un tuo spettacolo è la fulminea lettura di decenni e decenni di umanità.
Ami un paese che non ti ama, noi esclusi.
Negli anni in cui in America Alice Cooper era già arrivato all'integrazione pubblica, seconda metà degli anni settanta, in Italia il massimo dello scandalo era Renato Zero!!!Dai!!!
E Tu, tutto questo lo sai bene. Per questo ti adoriamo, perchè dici bene quando dici "Credetemi, ne avete bisogno". Ne ha bisogno questo paese, ne ha bisogno questo popolo. Per noi che già ti amiamo sei solo Il trionfo di un altro modo di pensare il mondo, che ugualmente ci appartiene; per tutti gli altri, tu sei una medicina.
Con stima e affetto illimitati. Spero di poterti abbracciare un giorno.
Marco Priulla